Si all’Aeroporto!

Oramai da anni, non ricordo nemmeno più quanti, si discute di questo benedetto adeguamento della pista dell’aeroporto di Peretola (Firenze). Il governo Renzi e Gentiloni, in collaborazione con la Regione Toscana, hanno accelerato il percorso di realizzazione dell’opera, destinando le risorse necessarie per l’adeguamento e per le misure di mitigazione dell’impatto ambientale. 

Oggi il governo giallo-verde caoticamente e con poca chiarezza allude a frenare il tutto, a favore dell’aeroporto di Pisa. 

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Nov 5, 2018 - Senza categoria    No Comments

Festa dell’Unità Nazionale.

Ieri, 4 Novembre 2018, si è tenuto il centenario dall’armistizio di Villa Giusti, del 1918, che siglò la fine per l’Italia della Prima Guerra Mondiale. In tutto il Paese si sono svolte manifestazioni civili per festeggiare oltre che l’Unità Nazionale anche le Forze Armate. 

Mi è parso di notare – in particolare modo sui social – che molti amministratori di maggioranza della mia città (Pistoia) abbiano teso ad esaltare questa giornata esclusivamente per le gesta eroiche dell’esercito italiano, che ci furono innegabilmente, quando a mio avviso il significato è da ritenersi assai più ampio e profondo. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri sul Corriere della Sera ha lasciato un’intervista sui cento anni dal fatidico 4 Novembre 1918 ed ha – a mio modesto avviso – colto il senso profondo di questa Festa. 

Ott 30, 2018 - POLITICA NAZIONALE    1 Comment

La marchetta per Ischia.

In queste settimane abbiamo sentito il buon Giggino di Mail (come lo chiama il grande Vittorio Zucconi) dichiarare in tutte le salse che nella “decreto Genova” non ci saranno condoni! Di fronte ai suoi militanti al Circo Massimo di Roma, il weekend scorso, lo ha urlato a pieni polmoni.

Bene, siccome le parole e la lingua italiana (non sempre) sono molto chiare, vi copio di seguito l’articolo 25 dall’atto normativo in cui è racchiusa la roboante manovra. 

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Ott 24, 2018 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

Stato dove sei? Roma 2018.

Quanto accaduto alla giovanissima ragazza di Roma non ha dell’umano. Una barbarie ignobile, conclusasi con la morte della ragazza. L’augurio è che le forze dell’ordine e gli organi competenti possano trovare rapidamente i colpevoli e fare giustizia, consapevoli che niente e nessuno (ahimè) riporterà quella giovane nelle braccia della propria famiglia.

Premesso questo, voglio allargare il raggio della riflessione e vedere oltre il tragico crimine di ieri. Il caso del quartiere occupato da tossici e spacciatori nella zona di San Lorenzo o quello di via Napoleone III, vicino alla stazione Termini, occupato dal 2003 da Casapound, segnalano un fatto evidente e incontrovertibile: vi sono luoghi che non rispondono alla legalità, in cui lo Stato non interviene e non è presente.

Non è, chiaramente, responsabilità di questo o del Governo precedente, perché si tratta di situazioni border line che persistono da decenni. Quindi la domanda è: ce ne accorgiamo ora che è morta una persona? Facciamo la voce grossa perché quel palazzo nel quartiere in San Lorenzo è occupato da tossici e spacciatori in maggioranza extracomunitari e quindi serve per “ingrassare” i consensi nel breve periodo e per alimentare la narrazione di questi mesi? 

Ho paura che avvenga questo e che niente cambi, al netto di qualche azione dimostrativa assolutamente estemporanea. Nel frattempo i “fratelli francescani” di Casapound potranno continuare a dormire sonni tranquilli, occupando il palazzo di proprietà del Ministero dell’Istruzione perché loro alla fine vengono ancor “prima degli italiani”. 

Rispetto della legge si, ma a targhe alterne.

La Corte dei Conti manda la Guardia di Finanza per un sopralluogo nello stabile romano di via Napoleone III, occupato illegalmente dal partito Casapound (dove da anni vivono famiglie italiane senza dimora), e gli viene negato dagli stessi militanti, con frasi civili del tipo “se entrate sarà un bagno di sangue”.

Io personalmente credo che le legge debba essere rispettata sempre, a prescindere dal colore di pelle o politico del soggetto coinvolto. Dirò di più: deve essere rispettata anche a seconda della fede in cui il soggetto interessato crede.

Premesso tutto questo mi chiedo dove siano i tanti amministratori della maggioranza di destra di Pistoia che in questi giorni si sono mossi compulsivamente per dichiarare il loro sostegno all’intervento alla Chiesa di Vicofaro, secondo – per il quantitativo di forze dell’ordine e di soggetti pubblici coinvolti – all’arresto di Toto Riina. Ecco, dove sono? 

Perché se va bene l’impiego delle forze competenti per far rispettare le regole (anche se si potrebbe discutere sulla proporzione con cui si interviene, che mi è parsa alquanto esagerata) a Vicofaro, immagino valga la stessa cosa anche per i “moderati” militanti di Casapound, no?!

Ditemi se sbaglio, perché vi sento silenti e, sinceramente, la cosa mi preoccupa assai.

Ott 18, 2018 - POLITICA LOCALE    No Comments

A Gori e Mazzeo piace marcare il territorio.

I consiglieri comunali della Lega Nord sono intervenuti a seguito della notizia sull’identificazione, da parte degli agenti della Digos di Pistoia, del ragazzo senegalese che ha aggredito un’autista dell’azienda COPIT. Fin qui niente di male, anzi, direi che non stati gli unici e colgo l’occasione per congratularmi con le forze dell’ordine per aver raggiunto e identificato l’aggressore in poco tempo.

Le parti dell’intervento dei due leghisti pistoiesi che mi lasciano perplesso sono due: 

a. dichiarano una relazione diretta tra il fatto che oggi ci sia Salvini al ministero dell’Interno e la prontezza con cui le forze dell’ordine hanno preso e identificato l’aggressore. Cosa davvero insolita, che mi ha portato alla mente l’immagine del mio cane che quando passeggiamo si ferma (molto spesso) per far pipì con il principale scopo di “marcare il territorio”, essendo un giovane maschio.

b. propongono interventi all’Amministrazione comunale di cui fanno parte per aumentare la sicurezza nell’ambito del trasporto pubblico locale, e come lo fanno? Rilanciando proposte che sono già in piedi da mesi, se non anni. Un esempio? La presenza sui bus o alle fermate più frequentate di personale dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Un anno e mezzo fa fu stipulata una convenzione tra COPIT e ANC e circa un anno fa fu rinforzato il presidio sui bus e alle fermate (con l’inizio dell’anno scolastico 2017/18 soprattutto nei pressi della stazione ferroviaria di Pistoia) con un ulteriore presidio formato da personale di COPIT.

Quindi io capisco che vi sia l’esigenza, visto che a livello nazionale la Lega sta svolgendo un ruolo indubbiamente da protagonista, da parte dei consiglieri pistoiesi leghisti di ricordare, ad ogni piè sospinto, ai cittadini della loro esistenza, però valuterei meglio le prossime uscite.

Quando si ricopre un ruolo istituzionale è d’obbligo informarsi prima di proporre, così come quando soffia tanto vento si deve stare attenti alla posizione in cui si fa pipì.

Io scelgo. Io partecipo.

Domenica prossima, 14 Ottobre, in tutta la Toscana si svolgeranno le elezioni primarie per la scelta del futuro segretario regionale del Partito Democratico. I seggi saranno aperti dalle ore 8:00 alle ore 20:00 e per votare sarà necessario presentarsi muniti di documento d’identità e 2€.

Visita il sito www.pdtoscana.it e trova il tuo seggio!

I candidati alla segreteria regionale del PD Toscana sono Valerio Fabiani e Simona Bonafè. Per leggere i loro documenti programmatici clicca qui

I minorenni tra i 16 ed i 18 anni, gli stranieri con regolare permesso di soggiorno e i fuori-sede per ragioni di studio/lavoro possono partecipare solo con la pre-registrazione a questo link! Sarà possibile registrarsi entro oggi, 10 Ottobre! 

Ott 8, 2018 - POLITICA LOCALE    No Comments

Copit. Se piangi sei fuori.

Caro Presidente Principato,

quanto riportato dal sig. Tiziano Carradori su Report Pistoia l’altro ieri (leggi articolo qui) è di una gravità inimmaginabile. Per questo mi permetto di scriverle per capire cosa accadrà nelle prossime ore.

Alcuni bus di linea di Copit.

Una signora che tiene in braccio il proprio bambino, sale sul bus di linea n.15 (come riportato nell’articolo sopracitato) con regolare biglietto all’altezza del Conad in viale Adua. Il bambino inizia a piangere disperatamente, come spesso avviene a quell’età. L’autista ferma l’autobus, si avvicina alla signora e le chiede di scendere.

Quindi vorrei capire da lei (che rappresenta la direzione del Copit) quanto segue: a. è una direttiva dell’azienda data agli autisti quella di far scendere le mamme con i piccoli bambini o bambine in lacrime? b. è un’iniziativa autonoma dell’autista che non tollera evidentemente che vi siano sul bus bambini in lacrime? é il primo episodio segnalato? 

Il fatto è inaccettabile. Deve essere fatta chiarezza e si deve sapere quali saranno le decisione prese dalla Direzione di Copit nei confronti di quell’autista. Sarebbe altrettanto interessante e opportuno che si levasse una voce anche dall’Amministrazione Comunale e dalla Giunta, visto che Copit non è un’azienda privata. 


Ott 6, 2018 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

La città della “vita”.

Giovedì sera il Consiglio Comunale di Verona ha approvato la mozione n. 434, presentata dal leghista Alberto Zelger, con 21 voti favorevoli e 6 contrari. Tra questi 21 favorevoli si ritrova anche il capogruppo PD di Verona.

Per chi non l’avesse fatto invito tutti a leggere la mozione, che trovate direttamente sul sito del Comune di Verona, perché le motivazioni sono davvero esilaranti. 

L’atto in sè, dal punto di vista sostanziale non ha una grande valenza, ma dal punto di vista simbolico mi preoccupa assai. Il ritorno al Medioevo con l’impegno del Consiglio Comunale a trovare le risorse economiche per le associazioni in difesa della vita e a denominare Verona come “città della vita”, mi lasciano davvero basito. 

Il fatto che un’iscritta al Partito Democratico, nonché capogruppo in quello stesso Consiglio Comunale, si sia prestata a sostenere le tesi presenti in questa mozione, del tutto ridicole e prive di ratio, mi lascia ancora più attonito. 

Ritengo che non servano le richieste di dimissioni. Credo debba prendere atto, semplicemente, che la sua esperienza nel PD è terminata con quel voto.

Il PD è un partito plurale e aperto, in cui però vi è una base valoriale condivisa, non è un cartoccio di fritto misto. Basta chiarirlo, a partire da Verona.

Set 29, 2018 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

Di Maio, cosa festeggi?

Il vicepremier Luigi Di Maio che festeggia con i ministri pentastellati al termine del Consiglio dei Ministri sul DEF.

Le immagini del vicepremier Luigi Di Maio e dei ministri Cinque Stelle che, al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, si affacciano per festeggiare l’inserimento del reddito/pensione di cittadinanza nella c.d. “manovra del popolo”, legano il nostro Paese più al Sud America che all’Europa.

Brandire l’abolizione della “legge Fornero” sulle pensioni e il reddito di cittadinanza come i capisaldi per l’abolizione della povertà è da irresponsabili. Mi domando cosa abbiano da festeggiare, Di Maio e company, che hanno nuovamente deciso – per mantenersi il consenso effimero nel presente – di ipotecare il futuro delle giovani generazioni. 

La riforma delle pensioni voluta dall’allora governo Monti aveva delle storture e degli aspetti criticabili ma aveva un pregio che prevaleva dinnanzi a tutto e a tutti: metteva in sicurezza il sistema pensionistico italiano per le future generazioni. Abolendo quella riforma il governo ha deciso di eliminare quella sicurezza, mettendo a rischio le giovani generazioni, quella del sottoscritto e dei suoi coetanei tanto per rendere l’idea.

Il reddito di cittadinanza è il vero “do ut des” elettorale dei pentastellati. Ricordava ieri D’Alimonte sul Sole 24 Ore come l’83% dei parlamentari Cinque Stelle siano stati eletti in colleghi uninominali da Roma in giù. Il reddito di cittadinanza era una promessa che non si poteva mancare, pensa la rivolta. Ma siamo così sicuri che la povertà si elimini dando un “quid” incondizionato a tutti sotto una determinata soglia? Per fare ciò la manovra conterrà dei tagli significativi su istruzione e sanità.. e pensiamo che questo non abbia ricadute sulla povertà nel medio-lungo periodo? 

La povertà e le disuguaglianze che in Italia ci sono eccome non si combattono con il sussidio “a babbo morto”, come si dice in Toscana, ma si sfidano con un’insieme di misure che puntano in primo luogo alla formazione continua e permanente dei cittadini (soprattutto nell’era della rivoluzione tecnologica) tramite dei nuovi e riformati centri per l’impiego, e in secondo luogo alla crescita del capitale umano e sociale, con investimenti nei servizi sociali ed educativi, come sanità e scuola. 

Chiara Saraceno e Enrico Giovannini oggi su La Repubblica chiariscono le idee. Quelle che mancano a Giggino e alla sua corte.

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