Idee. Un cantiere aperto.

Qui vi riporto alcune delle idee che ho maturato parlando con amministratori, realtà del territorio ma anche semplici cittadini e cittadine. Un programma completo e chiuso? No. Io credo che, una volta chiarite le basi fondamentali, sia bello costruire insieme, giorno dopo giorno, le nostre proposte.

Ripartiamo dai fondamentali

Sono arrivato alla conclusione che, forse, ripartire dai fondamentali sia davvero il nodo della nostra azione politica.
Tre princìpi che raccolgono tutti gli altri argomenti di cui possiamo parlare e su cui possiamo confrontarci.

Il Lavoro

Inteso come la salvaguardia dei diritti e della sicurezza di chi lavora, creazione di nuove opportunità per chi il lavoro lo cerca, come valorizzazione delle competenze che abbiamo e dovremo avere nella nostra Toscana.

L'Inclusione

Intesa come attenzione a creare valore per la comunità da tutte le diversità, avendo cura delle Persone e delle loro difficoltà.
In questo, anche una sanità pubblica di qualità.

La Sostenibilità

Come sguardo al mondo che ci circonda, tutela dell’ambiente ma anche del benessere delle Persone. Dai grandi temi fino alle piccole azioni quotidiane.

Sanità e Sociale

La salute è il primo diritto di ogni cittadino, e per garantirlo serve una sanità che funzioni bene, sia vicina alle persone e sappia guardare al futuro.

Credo che la Toscana di domani debba partire dal benessere e dalla salute delle persone. Un sistema sanitario vicino ai cittadini significa ospedali e servizi che funzionano, personale sufficiente e strutture che non siano solo muri, ma luoghi vivi.

L’Ospedale “San Jacopo” di Pistoia deve diventare un centro di riferimento per tutta l’area vasta, con standard elevati e specializzazioni capaci di attrarre anche da fuori provincia. Nella nostra realtà, dove le liste d’attesa sono tra le più lunghe della Toscana, dobbiamo agire subito: prescrizioni appropriate, più personale e una collaborazione stretta con i medici di famiglia.

Le farmacie devono trasformarsi in veri presidi territoriali, capaci di offrire servizi anche nelle zone rurali. Le Case di Comunità, finanziate con il PNRR, vanno riempite di competenze e non lasciate vuote: devono essere il punto di incontro tra assistenza sanitaria e partecipazione della comunità.

L’emergenza-urgenza va potenziata: più defibrillatori, più formazione per il loro uso e un elisoccorso operativo anche di notte. L’Ospedale “S.S. Cosma e Damiano” della Valdinievole deve completare i lavori sismici e l’ammodernamento delle apparecchiature, con un rafforzamento dei reparti di pediatria e ginecologia. È tempo di estendere lo psicologo di base e di rafforzare le équipe per la salute mentale e la neuropsichiatria infantile, così come di sviluppare un sistema che faccia di Pistoia una “casa per le marginalità”, capace di occuparsi di disturbi alimentari, traumi, salute sessuale e sostegno agli anziani e ai caregiver.

Il Terzo Settore è un tesoro di competenze e umanità che va messo nelle condizioni di lavorare insieme alle istituzioni, grazie a co-programmazione e co-progettazione. La telemedicina, finanziata a livello nazionale, deve essere applicata subito, partendo magari da un progetto pilota in montagna pistoiese. L’ospedale “Pacini” di San Marcello deve tornare a essere un punto di riferimento stabile per la Montagna Pistoiese. Riaprire la radiologia, rafforzare il ruolo del pronto soccorso, nominare un direttore e rafforzare i servizi territoriali sono azioni urgenti, dando supporto alle associazioni di volontariato per garantire la sostenibilità. Serve il riconoscimento come area disagiata e un sostegno strutturale al lavoro dei volontari. Garantire sanità pubblica anche in montagna è una questione di equità. 

Dobbiamo riportare i medici di famiglia anche nelle aree dove sono spariti, rafforzando l’assistenza domiciliare e facendo davvero della casa il primo luogo di cura. E dobbiamo affrontare con decisione il problema dell’abitare: cohousing, affitti calmierati, riqualificazione delle case popolari e sostegno a quella “fascia grigia” che spesso resta esclusa da ogni misura.

La mia idea vede le Persone al centro, e le persone vivono difficoltà spesso invisibili. Il nostro impegno deve essere quello di conoscere tutte le marginalità, anche quelle più nascoste, e immaginare una rete di supporto alla nostra comunità. Dai disturbi alimentari alla solitudine degli anziani, passando per i tanti che ancora oggi si perdono nel gioco d’azzardo, occorre conoscere la complessità della nostra società. Stiamo tutti meglio se ogni membro di questa comunità è supportato. 

Viabilità

Collegamenti sicuri, veloci e moderni sono la base per uno sviluppo equilibrato tra città, paesi e aree interne.

Muoversi meglio significa vivere meglio. Le strade, i ponti, le ferrovie non sono solo infrastrutture: sono il filo che unisce persone, comunità, opportunità di lavoro e servizi. Nei prossimi anni dobbiamo completare interventi già finanziati e strategici per la nostra provincia: la variante al centro abitato di Castelmartini, il quarto lotto della variante del Fossetto — che sostituirà il vialone del Melani — e i lavori sul Ponte di Serravalle, con rotonda, carreggiata ampliata e consolidata. Sono opere da oltre 30 milioni di euro, tutte finanziate dalla Regione Toscana, e devono essere concluse nei tempi previsti.

L’asse viario est-ovest, da Lamporecchio a Pescia, è una priorità: significa ampliare e riqualificare la viabilità esistente, realizzare la variante di Lamporecchio e completare il collegamento con l’Empolese-Valdelsa. Per Pieve a Nievole, la mini variante tra la SR435 e via Monsummanese va progettata fino alla fase cantierabile. Allo stesso modo, la variante alla Montalese deve passare rapidamente dalla fase di studio a quella progettuale, mentre la variante di Collodi, già analizzata con uno studio di prefattibilità, richiede una decisione condivisa tra enti locali e un impegno del Governo per il finanziamento.

Le grandi arterie della nostra provincia – SS66, SS12 e SS64 – devono essere rese più scorrevoli promuovendo assieme a ANAS le opportune varianti e le opere di messa in sicurezza strutturale. Dare massimo sostegno e continuità all’accordo tra Regione, ANAS, Provincia e Comune di San Marcello Piteglio sulla progettazione preliminare delle varianti alla SS66 già finanziato dalla Regione.

La mobilità sostenibile deve crescere: voglio una rete ciclabile e pedonale che integri la Valdinievole alla Romea Strata, alla Ciclovia del Sole, alla Via Francigena e al Cammino Jacopeo. I ponti regionali vanno messi in sicurezza, e le grandi arterie della nostra provincia — la statale 66, la statale 12 e la Porrettana — devono essere rese più scorrevoli bypassando i centri abitati.

Il trasporto ferroviario deve tornare a essere affidabile: il raddoppio della linea tra Pistoia e Montecatini è l’occasione per aumentare i treni veloci e creare una vera “metropolitana di superficie”. La linea Porrettana deve essere messa in sicurezza e valorizzata per il turismo e per la mobilità dei residenti.

Confermiamo il supporto allo sviluppo della terza corsia A11 e la necessità di stimolare il Governo per il nuovo svincolo della Valdinivole tra Pieve a Nievole, Montecatini e Monsummano.

Occorre lavorare per integrare orari di autobus e treni, sbloccare la terza corsia tra Firenze e Pistoia, completare le rotatorie al casello di Pieve/ Montecatini e realizzare il parcheggio scambiatore a sud di Pistoia. Ma soprattutto, per la montagna, serve un piano straordinario di manutenzione e sicurezza delle strade, con nuove risorse per contrastare frane e dissesto e per rendere più sicuri i collegamenti essenziali per i cittadini, le scuole e i servizi sanitari.

Sviluppo

Creare opportunità, creare lavoro, rilanciare il territorio con forza

Un’economia forte è quella che crea lavoro di qualità, sostiene le imprese, valorizza le eccellenze e si adatta ai cambiamenti. La Toscana deve essere una terra di opportunità, capace di trattenere i giovani e attrarre investimenti, senza lasciare indietro nessuno.

Questo significa che ogni azione diretta allo Sviluppo del territorio, deve essere un’azione volta a creare lavoro di qualità.

Nella nostra montagna, il turismo invernale deve reinventarsi. Il cambiamento climatico ha reso evidente che il sistema-neve, da solo, non basta più. Servono nuove offerte che vivano tutto l’anno: sport, natura, benessere. I finanziamenti per il Rondò Priscilla a Cutigliano e finanziamento per il complesso della Casetta dei Pulledrari, porta d’accesso alla Foresta del Teso, sono segnali concreti di questa direzione, ma dobbiamo rafforzarli lavorando insieme a Comuni, imprese e associazioni locali.

Le città termali, come Montecatini, hanno bisogno di una rinascita. La legge regionale sui Comuni termali è il punto di partenza: dobbiamo recuperare e rigenerare il patrimonio dismesso, pubblico e privato, e costruire una strategia unica per restituire centralità a un settore che ha sofferto troppo a lungo.

Hitachi e il Distretto Tecnologico Ferroviario di Pistoia sono un orgoglio per la nostra provincia e per la Toscana. Vanno sostenuti con percorsi di formazione, alta specializzazione e infrastrutture adeguate, così da rafforzare il loro ruolo di eccellenza nazionale e internazionale nel trasporto sostenibile.

Il distretto vivaistico pistoiese è conosciuto in tutto il mondo. Ora deve diventare anche leader nella forestazione urbana: più verde nelle città per ridurre il calore e migliorare la qualità dell’aria. La Regione deve sostenerlo con accesso al credito, certificazioni bio, ricerca e promozione internazionale. Penso a una grande mostra di settore ospitata a Pistoia, capace di raccontare e valorizzare questa eccellenza.

Le piccole e medie imprese sono il cuore della nostra economia. Per farle crescere serve meno burocrazia, più accesso ai finanziamenti, protocolli di collaborazione con il mondo della ricerca e un rilancio del progetto “Invest in Tuscany” per attrarre investitori. È necessario prevedere investimenti puntuali per le strutture di supporto alle aree produttive e alla logistica e mettere in sicurezza le aree a rischio.

La sicurezza sul lavoro non è negoziabile: prevenzione, controlli, incentivi e una vera cultura della sicurezza devono diventare la normalità in ogni azienda.

Voglio che i giovani possano costruire qui il loro futuro, senza essere costretti a partire. Questo significa percorsi scuola-lavoro di qualità, spazi di coworking e costudying, incentivi all’imprenditoria giovanile, soprattutto nelle aree interne e montane, e un sistema di defiscalizzazione per chi investe in queste zone.

Perché lo sviluppo economico non è solo crescita del PIL: è qualità della vita, è opportunità per tutti, è la capacità di far prosperare il nostro territorio senza perdere la sua identità.

Ambiente

L’ambiente è la nostra casa. Proteggerlo significa proteggere noi stessi, la nostra sicurezza, il nostro lavoro e il futuro.

Gli eventi alluvionali del 2 novembre 2023 ci hanno lasciato un segno profondo: hanno mostrato la fragilità del nostro territorio e ci hanno ricordato che il cambiamento climatico non è un problema lontano, ma una sfida che viviamo ogni giorno.

È fondamentale insistere su manutenzione dei territori con una collaborazione pubblico- privato per la mitigazione dei rischi idrogeologici: un sistema che serva da prevenzione e non ci porti a dover intervenire solo in urgenza.

Sul fiume Agna il crollo dell’argine ha devastato un’area industriale: i fondi regionali non bastano, il Governo deve intervenire subito per mettere in sicurezza non solo quel tratto, ma tutte le aree colpite dall’alluvione. Sul Montalbano, le piogge intense hanno evidenziato la fragilità dei versanti: qui serve un’azione comune di tutti i Comuni e della Regione, con un piano di interventi che agisca sulle cause.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono un’opportunità enorme: permettono di abbattere i costi energetici e ridurre l’impatto ambientale. La Regione ha messo a disposizione 20 milioni di euro, ma voglio che questa possibilità arrivi a ogni cittadino, impresa e Comune.

L’agricoltura senza chimica è un investimento sulla nostra salute e sulla qualità dei nostri prodotti. Rotazione delle colture, concimazione naturale, lotta ecologica ai parassiti: metodi che salvaguardano la biodiversità e rafforzano un settore che è parte della nostra identità. Insieme a questo, voglio lavorare per una legge regionale che ripubblicizzi il servizio idrico, creando un fondo dedicato e una gestione trasparente e partecipata.

In Valdinievole vogliamo ridurre le polveri sottili (PM10) incentivando caminetti puliti, fotovoltaico e pompe di calore. Per il termovalorizzatore di Montale, la nuova pianificazione regionale non lo considera indispensabile: il suo futuro deve essere deciso insieme ai cittadini e ai Comuni. Anche per la discarica del Cassero, le regole sono chiare: il territorio ha voce in capitolo e ogni decisione deve passare da un confronto aperto.

Il Padule di Fucecchio è un gioiello naturalistico e una cassa di espansione naturale: a cinque anni dall’approvazione del regolamento, serve una verifica con Comuni e associazioni per mantenerlo in equilibrio tra conservazione e attività umane.

Il Centro Mo.To.Re a Campo Tizzoro può essere il centro dello sviluppo di nuovo e ulteriori progetti da mettere in relazione con la Scuola di Montagna di Anci e il territorio.

La pianificazione urbanistica deve mettere al centro il riuso e la riqualificazione del patrimonio esistente, riducendo il consumo di suolo e valorizzando il verde pubblico. Nelle nuove costruzioni pubbliche voglio standard di bioedilizia e autonomia energetica.

In montagna serve un piano speciale per la gestione attiva del bosco: cura, sistemazione idrogeologica, sentieri, difesa del suolo. Le comunità forestali sono custodi preziosi del nostro territorio e devono essere sostenute in questo ruolo.

Proteggere l’ambiente non è solo un dovere etico: è una scelta strategica per la sicurezza, la salute e l’economia di tutta la Toscana.

Istruzione Formazione

L’istruzione è il motore del futuro. Una Toscana che vuole crescere deve garantire a ogni bambino, ragazzo e studente le stesse opportunità, ovunque viva.

Negli ultimi anni la Regione è intervenuta per sostenere Comuni e Provincia con milioni di euro, ma l’edilizia scolastica ha ancora criticità. Dopo il Piano nazionale 2015–2021 serve un nuovo piano, con investimenti mirati all’efficientamento energetico, alla sicurezza sismica, all’adeguamento degli impianti e alla costruzione di nuovi edifici. Dobbiamo dare seguito ai progetti già avviati per l’ITC “Forti” di Monsummano, l’ITA “Anzilotti” di Pescia e la nuova sede dell’Istituto “Lorenzini” di Pescia.

Garantire pari opportunità significa anche difendere e potenziare misure come Nidi Gratis e Libri Gratis, fondamentali per abbattere le barriere economiche. Voglio aumentare i posti nido, soprattutto nei territori considerati marginali, per riportare giovani famiglie a viverci.

Le scuole di montagna devono restare aperte: nessuna chiusura, nessun accorpamento forzato che privi le comunità di un presidio educativo fondamentale. Serve una dirigenza scolastica presente sul territorio e capace di valorizzarne le potenzialità.

La scuola non è solo programmi e libri: è anche benessere e prevenzione. Vogliamo promuovere programmi strutturati di educazione sessuale e affettiva e potenziare la presenza di psicologi negli istituti, per contrastare il disagio giovanile e prevenire la dispersione scolastica. I progetti sulla legalità devono essere parte integrante dell’offerta educativa.

Per combattere davvero la dispersione scolastica serve un approccio integrato tra scuola, servizi sociali e sanitari, con tutoraggio e percorsi personalizzati. Allo stesso tempo dobbiamo rafforzare il legame tra scuola e lavoro: più collaborazione con le imprese, soprattutto nei settori tecnici, per formare giovani pronti ad affrontare il mercato con competenze reali.

In un mondo che cambia velocemente, nessuno deve restare indietro: la formazione continua e il reskilling sono strumenti essenziali per permettere a chi perde il lavoro di reinventarsi. E Pistoia merita di vedere realizzati i progetti universitari annunciati, per avere un’offerta formativa superiore radicata nel territorio.

Crediamo negli ITS come strumento d’elezione per i rapporti più avanzati tra scuole, imprese e mercato del lavoro, che dobbiamo fare diventare centri di competenze stabili, proseguendo anche a Pistoia con gli investimenti della Regione e del PNRR e la collaborazione con Comune e Enti che stanno collaborando alla funzionalità della sede di ITS Prime.

Investire nella scuola significa investire nella libertà, nelle competenze e nel futuro della Toscana.

Sport Cultura

Sono parte della nostra identità, strumenti di benessere, educazione e coesione sociale.

Questi temi sono ciò che unisce le persone, crea comunità e alimenta il senso di appartenenza.

Lo sport è un fondamentale strumento di socializzazione e di crescita personale per giovani e non solo, è un elemento centrale del benessere della persona, per questo vogliamo che sia riconosciuto come diritto e siano intensificate le già importanti politiche Regionali per impiantistica e sostegno alle associazioni sportive.

Questo è alla base di tutto: un sostegno forte e costante alle associazioni sportive, cuore pulsante di tutti i nostri territori.

Serve poi un intervento regionale straordinario che sostenga il comparto sportivo provinciale, istituendo un fondo dedicato alla manutenzione degli impianti, con priorità a quelli più utilizzati in ambito scolastico. Dobbiamo sostenere le discipline sportive minori, spesso in difficoltà nel trovare spazi adeguati, e far sì che ogni nuovo impianto o ristrutturazione rispetti pienamente i criteri di accessibilità universale, per garantire la partecipazione anche alle persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive.

Lo sport deve essere promosso fin dalle scuole, come strumento di educazione civica e inclusione sociale, coinvolgendo famiglie, professionisti e sistema sanitario. Voglio che l’accesso alle attività extrascolastiche sia garantito anche ai bambini e ai ragazzi di famiglie in difficoltà economica.

Le nostre strutture devono essere moderne, sicure e polifunzionali: immagino veri e propri campus sportivi comprensoriali, capaci di ospitare più discipline e diventare poli educativi e ricreativi per intere aree territoriali.

Anche il Turismo, d’altronde, passa in gran parte dalla valorizzazione dei grandi eventi sportivi.

La promozione turistica, oggi troppo frammentata, deve diventare un sistema coordinato. Serve una strategia unica che metta in rete eventi, arte, natura, enogastronomia, sport e termalismo. Il turismo esperienziale deve crescere, collegando sentieri, cammini e percorsi ciclabili alle nostre bellezze storiche e naturali.

Vorrei la realizzazione dell’eco-museo della Valdinievole: un’offerta integrata che unisca il Padule di Fucecchio, il Montalbano, il Parco di Collodi, la Svizzera pesciatina, i borghi e le terme, in un itinerario unico e accessibile.

Le Terme di Montecatini devono ripartire dall’acquisizione pubblica dello stabilimento Tettuccio, già finanziata, e dal pieno utilizzo della DMO, estesa a tutti i Comuni che vorranno partecipare.

Pistoia deve tornare a essere protagonista culturale. Dopo l’esperienza di Capitale italiana della cultura 2017, non possiamo accettare l’attuale marginalizzazione. Voglio sostenere progetti di rete che coinvolgano musei minori, case-museo, residenze storiche e associazioni culturali, distribuendo le risorse in modo equo e non solo in funzione turistica, ma come strumenti di socialità e identità.

Anche i territori montani devono avere un ruolo centrale: promuovere cammini, borghi e prodotti locali, sostenere l’ospitalità diffusa, il turismo esperienziale e le tradizioni artigianali ed enogastronomiche.

Infine, lo spettacolo dal vivo va sostenuto e coordinato: la nostra rete di artisti locali è una ricchezza che deve essere valorizzata e portata al pubblico, dentro e fuori i confini provinciali.

Perché sport e cultura, insieme, sono il respiro di una comunità viva.

Parlami della tua idea migliore |

Noi che abbiamo a cuore il territorio abbiamo sicuramente tante idee, tanti temi che sentiamo, esigenze, sogni.

Ma se, guardando al futuro, dovessi sceglierne una, quale sarebbe? Qual è la tua migliore idea per il futuro della Toscane o del nostro territorio provinciale?