Non è retorica. Buon 25 Aprile!

A chi propone il 25 Aprile come data per ricordare le vittime da coronavirus;

A chi da tre anni a questa parte, per il 25 Aprile, non pronuncia mai la parola “resistenza” ma “guerra civile”;

A chi, nel Consiglio Comunale ultimo, di fronte ad una mozione che avrebbe dovuto ricevere l’approvazione su acclamazione (mi riferisco a quella sulla cittadinanza onoraria a Silvano Fedi, partigiano) si è astenuto o (ancora meglio) si è alzato dalla sedia di casa e non ha voluto partecipare al voto online;

A tutti coloro che nei giorni precedenti al 25 Aprile iniziano, con spocchia e sufficienza, a dire che è tutta retorica e che “si, vabbè, ma oramai non c’è più un partigiano, è solo una festa di parte”

Consiglio caldamente di andare…a guardare il video di ieri sera di Stefano Massini, e a proseguire sul percorso tracciato nelle sue conclusioni.

La Liberazione, il 25 Aprile, è festa nazionale, è la festa di tutti. E’ un modo per ringraziare simbolicamente e per ricordare le fatiche e le sofferenze che tanti uomini e donne, di ogni età, di ogni confessione religiosa e di varia estrazione politica, democristiani, comunisti, socialisti, liberali, azionisti, socialdemocratici, perfino monarchici, patirono per restituire, ad un Paese lacerato e piegato da anni di dittatura e guerra, la “libertà”. Quella libertà, appunto, che permette a quelli citati all’inizio di dire tante sciocchezze o di compiere gesti ecumenicamente definibili come demenziali.

Anche se sigillati in casa, buona Festa della Liberazione, buon 25 Aprile a tutti voi.

Un abbraccio.

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