Apr 20, 2020 - POLITICA LOCALE    No Comments

I fatti di ieri alla Chiesa di Vicofaro.

Ieri sui social e nelle chat di Whatsapp molti di noi hanno avuto modo di vedere i video della rissa e degli sviluppi successivi tra due ragazzi ospiti di Don Biancalani alla Chiesa di Vicofaro. 

Tali episodi, purtroppo, accadono periodicamente e negli ultimi giorni si sono intensificati con atti, come quello di ieri, di violenza tra alcuni ragazzi ospiti della parrocchia.

Vorrei dire in premessa che chi si appresta a svolgere una riflessione sulle vicende che hanno riguardato gli ospiti di Vicofaro ha, fin dal 2017, espresso piena solidarietà nei confronti di Don Massimo per gli attacchi verbali ricevuti e indetto (avendo all’epoca anche ruoli politici di rilievo provinciale) manifestazioni cittadine in suo sostegno, perché tale violenza era e rimane, ancora oggi, assolutamente inaccettabile a prescindere da qualsiasi cosa.

Detto questo, ritengo che la gestione dell’accoglienza nei locali della chiesa di Vicofaro abbia avuto evidenti lacune fin da subito e oggi, in tempi di Covid19, abbia chiare e limpide carenze dal punto di vista sanitario, comprensibili a tutti. Nel centro di accoglienza di Vicofaro ancora oggi sono presenti molti ospiti, come si vede anche dai video, un numero forse eccessivo sia rispetto alle attuali direttive sanitarie sia rispetto gli standard del modello toscano sulla c.d. “accoglienza diffusa”, che predilige piccoli centri e non concentramenti di persone. 

Se sommiamo a questo dato oggettivo, non del tutto banale e secondario, il fatto che oggi tutti noi viviamo (compresi i ragazzi ospiti di Don Massimo) una situazione inedita di reclusione forzata frutto dell’emergenza sanitaria da covid-19, ecco che il mix di questi due aspetti risulta essere esplosivo. 

I fatti di ieri, purtroppo, sono qui a dimostrarlo. 

Quello che a mio avviso dovremmo fare è abbandonare, per interesse della città e di chi soprattutto vive nel quartiere di Vicofaro, l’approccio da tifoserie e trattare la vicenda per la dimensione che ha assunto. Vi è in quella struttura, che ha un’evidente problema di sovraffollamento, una questione sanitaria da affrontare subito, senza giri di parole, senza utilizzare – come si è sentito nel consiglio comunale di oggi in diretta Fb – giustificazioni “politichesi” (mi si passi il termine) della serie “è un problema di ordine pubblico deve intervenire il prefetto” oppure, ancora meglio, “gli incontri promossi dal Vescovo erano informali e l’amministrazione partecipa solo ad incontri istituzionali”. 

La questione è: si vuole risolvere o no il tema del sovraffollamento delle struttura ricettiva di Vicofaro, a maggior ragione in una fase di emergenza sanitaria legata al corona virus, oppure conviene gridare allo scandalo ma lasciare tutto com’è perché fa comodo in vista delle future elezioni regionali?

La mia risposta è semplice, e l’avrete già capita: la Diocesi di Pistoia ha comunicato da settimane che sta svolgendo un programma di ricollocamento di queste persone in strutture che rispettino le attuali necessità sanitarie, l’Asl sta svolgendo la  sorveglianza sanitaria come dimostrano gli atti assunti, e dunque adesso la massima autorità sanitaria del Comune, ovvero il Sindaco, ha il dovere di uscire dalla “passività”, utilizzando gli strumenti che ha per sostenere lo sforzo della Diocesi che potrebbe definitivamente risolvere la questione, come sta facendo da mesi la Regione. 

Il tempo è scaduto, usciamo dal torpore.

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