Lug 21, 2018 - POLITICA LOCALE    No Comments

Tomasi e La Pietra contro il vivaismo.

Leggo oggi sulla stampa locale l’attacco del Comune di Pistoia e della Giunta di destra al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) della Provincia di Pistoia in merito, sostanzialmente, alla definizione delle cosiddette “aree vocate” per l’attività vivaistica.

Elencano molte questioni che, a loro avviso, non sono presenti nel Piano presentato dalla provincia, attualmente in fase di discussione con la presentazione delle osservazioni. Quella che mi lascia più sbalordito, perché mi fa dubitare che i nostri attuali amministratori abbiano letto la legge regionale sul vivaismo del 2012, è la seguente: “il nuovo PTC licenziato dalla provincia prevede che nelle aree individuate per l’attività vivaistica sia consentita la realizzazione di impianti di coltivazione in contenitore (vasetteria) senza alcun tipo di verifica né urbanistica né ambientale”.

 

Buongiorno Tomasi, ben arrivato. Sono soltanto sei anni che è stata approvata la legge regionale, grazie al lavoro di due pistoiesi (Bini e Venturi), e quattro che è presente anche il regolamento attuativo della stessa legge, però – credo anche io – che l’importante sia arrivare, non importa se prima o dopo.

La legge regionale recita all’articolo 3 (aree vocate alle attività vivaistiche), comma 6, “Nelle aree vocate, oltre alle attività vivaistiche, sono consentiti impegni di suolo per finalità collegate alla tutela, valorizzazione e sviluppo dell’agricoltura e delle attività connesse. All’interno delle aree vocate è consentita la coltivazione sia in pieno campo che in contenitore, nel rispetto delle norme vigenti volte ad assicurare il corretto flusso delle acque meteoriche alla rete idraulica principale. Il regolamento di cui all’articolo 11 fissa la percentuale massima di superficie da destinare alle coltivazioni in contenitore al di fuori delle aree vocate.”

Significa che all’interno delle aree vocate le imprese vivaistiche possono muoversi con maggiore flessibilità e semplicità, ovviamente nel rispetto delle norme vigenti “volte ad assicurare il corretto flusso delle acque meteoriche alla rete idraulica principale”. E nel regolamento attuativo si individua precisamente il massimo di estensione per le aree di vasetteria.

Il messaggio che passa oggi con il vostro comunicato è che la provincia, con il rinnovo del proprio strumento di pianificazione territoriale, facilità la capacità di deturpare e inquinare il paesaggio esistente da parte delle aziende vivaistiche.

Però almeno toglietemi la soddisfazione di capire, mi rivolgo anche al neo senatore La Pietra, che oggi scopro iscritto onorario dei movimenti ambientalisti: come funziona precisamente? I giorni pari si sostiene l’economia locale e quindi le aziende del nostro territorio e quelli dispari gli si dà addosso, per mera strumentalizzazione politica contro un’ente governato dagli avversari? oppure viceversa?

Se mi togliete questa curiosità ve ne sono grato. Sicuramente ve ne saranno grate anche le centinaia di famiglie che oggi vivono e crescono grazie ad un settore importante e strategico come il vivaismo.

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