Lug 18, 2018 - POLITICA LOCALE    No Comments

Il crocifisso purifica da tutti i mali.

Ieri il gruppo consiliare della Lega Nord ha presentato una mozione per l’affissione del crocifisso nella sala Grandonio, la sala del Consiglio Comunale. Una mozione discussa, che ha trovato pareri discordanti in alcuni, pochi, consiglieri di maggioranza e che alla fine è passata a maggioranza.

Nel dispositivo finale si impegna il sindaco e la Giunta “a far si che nella sala consiliare sia affisso il crocifisso, quale simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza e tolleranza”.

Quello che chiedo ai crociati leghisti consiglieri di Pistoia è se – a loro avviso – quei valori di libertà, ma soprattutto di uguaglianza e tolleranza, che sono evocati dal crocifisso, siano da perseguire costantemente o se, invece, siano da citare solo alla bisogna. Pongo questo semplice quesito perché nel mentre i consiglieri leghisti discutevano per ore della mozione, una donna veniva salvata in mare da un’imbarcazione ONG, dopo essere stata ben 48h in mare con i corpi privi di vita di amici, conoscenti, forse parenti.

Nei giudizi e commenti, letti sui social o sui media, di elettori e dirigenti di partito, di quello stesso partito della mozione, non ho ritrovato i valori di libertà, uguaglianza e tolleranza. Ho trovato indifferenza, profonda indifferenza.

Allora – caro capogruppo Gori e cara maggioranza consiliare pistoiese – invece di pensare ai crocifissi in aula consiliare sarebbe assai più corretto mettere in pratica quei valori che tanto volete difendere.

Il Ministro dell’Interno ha definito quelle tratte in mare come “pacchia” o “crociere”. Chi glielo va a dire a Josefa che ha visto morire tutti i suoi compagni, bambini e adulti, che quello è il concetto pratico di tolleranza e uguaglianza che siamo in grado di mettere in atto.

Ah già, ma tanto ora c’è il crocifisso che ci toglie da tutti i mali.

Amen.

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