Apr 30, 2018 - POLITICA LOCALE    No Comments

Tomasi, Billero e il 25 Aprile.

Il 25 aprile ero in piazza della Resistenza e – come tanti – ho potuto constatare come il sindaco abbia voluto “sbrigare” in tutta fretta la cerimonia istituzionale, perdendo – a mio modesto avviso – un’altra occasione.

A cosa mi riferisco? Al fatto che Alessandro Tomasi, da uomo di destra quale è, avrebbe potuto cogliere questa occasione, la cerimonia del 25 aprile, per rafforzare la “pacificazione” di cui ancora oggi purtroppo vi è bisogno. Tanti giovani donne e uomini pistoiesi hanno dato la loro vita per far nascere la democrazia nel nostro Paese e quei valori – che fanno da basamento della nostra Costituzione – non sono un patrimonio di una parte, ma dell’intera Nazione. Su questo credo che il sindaco debba riflettere, ricordandosi della città intera che oggi si trova a rappresentare e governare.

 

 

Ieri l’altro sul Tirreno e ieri su La Nazione ho letto, però, le dichiarazioni del segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Rosalia Billero, sul discorso tenuto dal sindaco proprio alla cerimonia del 25 aprile in piazza della Resistenza.

Sinceramente sono sbigottito, a tratti attonito. Credo – fermamente – che l’intervento della rappresentante di Rifondazione Comunista (e tutti gli interventi analoghi letti in questi giorni sui social o sui media locali) sia il miglior “tocca sana” per la permanenza del sindaco Tomasi a Palazzo di Giano.

Brevemente ne spiegherò i motivi.

In primo luogo, non condivido le accuse che Billero rivolge a Tomasi. Prendere ad esempio il fatto di aver inaugurato un monumento per le vittime civili delle foibe come un gesto che conferma il non riconoscimento dei valori della Resistenza mi trova in radicale disaccordo. Anzi credo, con un po’ di autocritica, che saremmo dovuti essere stati noi – come governo di centrosinistra in questi anni – ad inaugurare tale monumento, ponendo fine ad una querelle vergognosa tra un evento, la cerimonia del 25 aprile, patrimonio della sinistra ed un altro, il ricordo dell’eccidio delle foibe, come una cerimonia di destra, se non di nostalgici. Nel 2018 credo si debba porre fine a questo approccio, assolutamente fuori dalla storia. Anacronistico, oserei dire.

In secondo luogo, Billero dà apertamente del “fascista” al sindaco Tomasi e così al suo gruppo politico. Credo che anche questo sia un errore madornale, di cui fatico a capirne il senso.

Alessandro, e ne siamo consapevoli sia io che Billero, è sicuramente un giovane uomo di destra sociale, cresciuto nella militanza di partito, che in questi anni ha dedicato il suo tempo e le sue energie per la città, come abbiamo fatto noi. Non credo che Tomasi e i suoi consiglieri abbiano intenzione di restaurare il podestà a Pistoia o che vogliano limitare la libertà di espressione o etichettare con degli appositi marchi gli ebrei o gli omosessuali o i rom. Vorrei che anche da questa discussione si uscisse e anche rapidamente.

Se Billero o Rifondazione Comunista o una certa sinistra-sinistra pensa che il governo della città si possa riconquistare tra 4 anni utilizzando questi argomenti, ritengo che la strada sia ancora lunga.

Per non parlare del cenno – fatto sempre dal segretario di Rifondazione – ai cittadini che hanno votato l’attuale sindaco che non sarebbero la maggioranza. Anche qui, sommessamente, chiedo a Billero e al partito che rappresenta: ma se la maggioranza dei cittadini – come ben evidenzia nel suo comunicato – non è andata a votare al ballottaggio è per caso “colpa” di Tomasi?

Buona giornata.

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