Apr 24, 2013 - POLITICA LOCALE    No Comments

L’ultima lettera di Gilberto della Valle.

Dovendo scegliere una data per tornare a scrivere sul mio blog, ho immaginato che la più adeguata fosse quella del 25 Aprile, il giorno della Festa di Liberazione. La libertà dalle forze nazi-fasciste fu compiuta con l’importante ausilio delle forze alleate, ma non sarebbe stata possibile senza il sacrificio di tante e tanti uomini, spesso giovanissimi.

Oggi attraversiamo un’epoca, fortunatamente, molto diversa ma il ruolo delle giovani generazioni torna ad essere centrale, soprattutto per la salvezza dell’intero Paese, da troppi anni “ripiegato” (economicamente e socialmente) su se stesso.

Voglio festeggiare con voi il 25 Aprile trascrivendo, qui, una delle tante lettere inviate ai genitori, o alle fidanzate/i, dai partigiani condannati a morte.

Achille Barilatti (Gilberto della Valle)

Di anni 22 – studente in scienze economiche e commerciali – nato a Macerata il 16 settembre 1921 -. Tenente di complemento di Artiglieria, dopo l’8 settembre 1943 raggiunge Vestignano sulle alture maceratesi, dove nei successivi mesi si vanno organizzando formazioni partigiane – dal Gruppo ” Patrioti Nicolò ” è designato comandante del distaccamento di Montalto -. Catturato all’alba del 22 marzo 1944, nel corso di un rastrellamento effettuato da tedeschi e fascisti nella zona di Montalto – mentre 26 dei suoi sono fucilati immediatamente sul posto e 5 vengono salvati grazie al suo intervento, egli viene trasportato a Muccia (Macerata) ed interrogato da un ufficiale tedesco ed uno fascista -. Fucilato senza processo alle ore 18,25 del 23 marzo I944, contro la cinta del cimitero di Muccía Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Mamma adorata,

quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano e l’Italia sarà di nuovo grande. Da Dita Marasli di Atene potrai avere i particolari sui miei ultimi giorni.                                                               

Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l’Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivedremo nella gloria celeste.

Viva l’Italia libera!

Achille

Le parole di Achille avranno un senso se saranno vissute con intensità, da ognuno di noi, ogni santissimo giorno e non soltanto per qualche (pur importante ma saltuare) ricorrenza.

Buon 25 Aprile a tutti. Viva l’Italia!

Domani vi aspetto alle ore 10.45 in Piazza della Resistenza e dalle 12 in poi al pranzo organizzato dal circolo HoChiMinh nella piazza di Porta al Borgo.

Pranzo 25 Aprile Circolo HoChiMinh

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