Set 23, 2012 - POLITICA LOCALE    1 Comment

Sulla questione delle tariffe

Le reazioni che tutti hanno letto o ascoltato rispetto alle scelte dell’amministrazione sulla rimodulazione delle tariffe e delle rette sicuramente, come ha affermato stamani il Sindaco, dimostrano una vitalità della nostra comunità.

Però credo che si debba affrontare la questione analizzando brevemente le motivazioni che hanno spinto a tale scelta:

– i servizi educativi costano al Comune di Pistoia circa 17.400.000€, su un bilancio totale dell’amministrazione di 75.500.000€. Incidono per circa un quarto dell’intero bilancio.

– i servizi per l’infanzia incidono per 3.990.000€, di cui un milione e quattrocentomila € sono incassati con le rette e i rimanenti due milioni e mezzo sono a carico delle casse pubbliche.

– il trasporto scolastico incide per un milione € e con le tariffe si copre soltanto 145.000€. Ovviamente i rimanenti ottocentomila euro e passa sono a carico della collettività e i bambini che usufruiscono del trasporto nel Comune sono 449.

In questo quadro dobbiamo aggiungere che dal livello centrale oramai da mesi si stanno decimando le risorse per gli enti locali e questo inevitabilmente ha messo le amministrazioni in seria difficoltà per il mantenimento del welfare state. Questa difficoltà è stata ancor più evidente per le amministrazioni virtuose.

La scelta della Giunta comunale di rimodulare le tariffe sulla base del redditometro Isee segue il principio di allargare la platea di coloro che possono usufruire dei servizi, andando a facilitare l’ingresso di coloro che non potrebbero permetterseli.

Fino all’anno scorso la retta della mensa era di 4,90€ per tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro condizione economica e sociale. Oggi al contrario è prevista l’esenzione per poi crescere, progressivamente al reddito Isee.

Se davvero i cittadini pistoiesi vogliono che i servizi dell’infanzia(servizio tra l’altro che la legge nazionale definisce a “domanda individuale”) siano sia sostenibili economicamente sia accessibili a tutte le classi sociali allora è necessario che ognuno partecipi per la sua parte. L’invito che mi sento di fare a tutte le famiglie è che vadano entro il 28 settembre a consegnare l’Isee per non ritrovarsi immediatamente a dover pagare le rette/tariffe più alte.

Nelle prossime settimane l’amministrazione cercherà di capire come procede la piccola “riforma” e valuterà, accogliendo tutte le riflessioni dei cittadini e delle famiglie ma mantenendo assolutamente invariato il principio dell’equità sociale.

Intanto per chi interessasse domani è indetta dal Sindaco un’assemblea alle ore 21 al Palazzo Comunale, nella Sala Maggiore, per discutere della questione con tutta la cittadinanza.

1 Comment

  • Condivido la scelta di avvalersi della dichiarazione ISEE per definire la classe di contribuzione in cui si collocano gli utenti dei servizi: è perequativo e quindi sostanzialmente giusto. Naturalmente lo strumento potrebbe risultare insufficiente per i grandi furbi. E’ comunque un passo avanti. Colgo l’occasione per chiederti un chiarimento su altra questione: ho ricevuto l’invito per l’incontro del 25 p.v. in Comune sull’estensione della ZTL, potresti darmi alcune rapide e sintetiche informazioni sulla questione?
    Ciao.
    Giancarlo.

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