Mar 23, 2012 - POLITICA LOCALE    11 Comments

Quando le primarie non finiscono.

Siamo solo all’inizio.

Cari concittadini,

anzitutto desidero ringraziarvi per lo straordinario sostegno che mi avete accordato. Molti di voi hanno parlato di un piccolo miracolo (3.475 voti sono davvero tanti), e penso che sia proprio così, soprattutto se si considera che il più alto in grado del mio raggruppamento ero io, un umile consigliere comunale. E questo risultato è la dimostrazione che nella politica c’è tutto lo spazio per il coraggio, l’azzardo e la voglia di cambiare.

In secondo luogo, voglio chiarire che non farò liste civiche, non solo perché fin dall’inizio assunsi questo impegno, non solo perché credo nell’unione delle forze, di cui il nostro Paese e la nostra città hanno tanto bisogno, ma anche perché credo in un progetto politico che sta inevitabilmente all’interno dei partiti. E se nei partiti c’è tanta malattia, penso che questa malattia possa essere curata soltanto stando al loro interno.

Per quanto riguarda il futuro, sempre come ho avuto modo di dire durante la campagna delle primarie, adesso tornerò al mio lavoro. Questo non significa che termino qui la mia attività politica, anzi. Questo significa che io non vorrò alcun incarico di nessun tipo e che farò tutto il possibile perché questa enorme forza che si è generata possa continuare a fare politica assieme a me.

Siamo solo all’inizio.

Grazie ancora di tutto.

Roberto Bartoli

 

Ho voluto iniziare questa mia riflessione facendo un “copia e incolla” di un post del 31 gennaio 2012 che attualmente si trova sul sito di Roberto Bartoli(clicca qui).

Iniziare così significa rimettere al centro della discussione la verità, uscendo dalla fantascienza e dalla favole che si leggono da giorni sui quotidiani locali.

 

  1. Il PD locale non ha compiuto alcun atto “anti-democratico”, ha garantito e garantisce a tutte le anime una rappresentanza nella lista per il Consiglio Comunale. Anche, ovviamente, ai sostenitori dei candidati a sindaco alle primarie, Bartoli e Turco. Coloro che declinano la pluralità di una lista sulla presenza o meno di una singola persona compiono un grosso errore e affermano una concezione di pluralismo che almeno personalmente non mi appartiene. Dire che la lista non è plurale perché non c’è Bartoli a mio avviso è una fesseria. Non sarebbe plurale se i 32 nomi fossero esclusivamente espressione di un’unica anima del partito, ma così non sarà, a maggior ragione dopo che l’Assemblea ha approvato un documento che va nella direzione opposta.
  2. Perché la candidatura di Bartoli è stata ritenuta inopportuna? Perché, in modo del tutto legittimo, ha compiuto una campagna elettorale delle primarie in cui ha mostrato una visione particolarmente diversa da quella del candidato vincitore, su molte tematiche locali. Per questo è necessario che quelle idee non vadano perdute e quindi è essenziale una presenza nella lista del PD dei suoi sostenitori, ma non quella diretta di Bartoli. La sua presenza in Consiglio Comunale servirebbe esclusivamente a fare da “contro canto” a quella della nuova giunta e del nuovo sindaco. Sinceramente non credo sia questo quello di cui necessita Pistoia, viste le questioni calzanti della Breda, della Questura, del mancato regolamento urbanistico, delle difficoltà nell’approvazione del bilancio etc etc..
  3. Bartoli nella sua esperienza in Consiglio Comunale, che va a concludersi con questo mandato elettorale, non ha dimostrato né buona disciplina né lealtà nei confronti del suo gruppo politico, della maggioranza e dell’esecutivo in generale. Basterebbe chiedere al capogruppo PD a quante riunioni del gruppo consiliare Roberto Bartoli ha partecipato in questi 5 anni, per aver un’idea del suo contributo fattivo al partito nelle sedi istituzionali. Il mancato vincitore alle primarie in questi anni da consigliere ha spesso votato in modo difforme dal suo partito, presentando spesso proposte alternative a quelle della sua maggioranza. Tutto ciò quasi sempre senza una discussione preventiva all’interno del proprio gruppo. Questo ha contribuito ad indebolire l’amministrazione ed a sfilacciare i rapporti all’interno di un gruppo consiliare, quello del PD, già non di per sé molto amalgamato. Questi atteggiamenti dovrebbero essere accantonati e non tenuti in considerazione perché il soggetto in questione è arrivato secondo alle primarie? Credo sarebbe un grosso errore.
  4. Tornando al post iniziale di Bartoli, si nota come egli abbia cambiato idea, in queste ultime settimane, almeno una volta ogni 3 o 4 ore, evidenziando una mancanza di equilibrio all’interno del suo ragionamento “politico”.

Concludo dicendo questo, anche a fronte di quello che è accaduto oggi a Palermo con la decisione di Orlando di candidarsi non rispettando l’esito delle primarie: le primarie sono le “festa della democrazia” ed un ottimo strumento politico se se ne rispettano le regole. Se invece servono per poi non rispettarne l’esito, o perché non è andata come ci si aspettava o perché non si è stati messi in lista, allora smettiamo anche di farle, perché generano un effetto perverso di disorientamento del nostro elettorato. In un momento di estrema difficoltà come quello attuale, mettersi a discutere se il Bartoli deve o meno stare in lista è roba che “fa ridere”(o “piangere”). Quindi sarebbe bene che tutti smettessero di urlare contro “l’uccisione della democrazia” e si adoperassero per il bene della Città e della coalizione di centrosinistra, senza se e senza ma.

Grazie.

11 Comments

  • Sono d’accordo col tuo ragionamento, se le primarie servono solo per passatempo e per giunta molto costoso e impegnativo allora è meglio destinare quei soldi ai poveri così si fa un’opera buona. Già che ci prendono in giro gli avversari e il “governo amico”,se ci mettiamo pure del nostro allora è meglio andare a fare delle girate in bicicletta.
    Ciao, a presto, Renzo.

  • Bravo. Un ragionamento che non fa una grinza. Moolto “democratico”e pluralista. Potremmo quindi dire, facendo un ragionamento inverso, sul quale sarai d’accordo con me, essendone tu il teorico, che, se avesse vinto alle primarie Bartoli, egli avrebbe avuto tutto il diritto di decapitare totalmente l’intera classe dirigente del PD pistoiese (Te compreso, ovviamente) visto che essa tutta aveva optato, sostenendo Bertinelli, per una visione politica diversa a quella appunto di Bartoli. Beh, non c’è che dire. É proprio “Democratico” questo Partito. Il vincitore non fa prigionieri. Il vincitore è legittimato dalla brutale forza dei numeri ad eliminare tutti coloro che hanno una diversa visione politica, ancorché appartenenti allo stesso partito. Il concetto mi fa inorridire. É la stessa cosa che diceva (e faceva) Berlusconi all’indomani delle sue vittorie elettorali (se Ti ricorderai). E, bada bene, la cosa mi avrebbe fatto inorridire anche se lo avesse fatto o detto Bartoli. No. Non è così che intendo io la politica, quella vera, quella che apre a tutte le forze ed a coloro che quelle forze hanno contribuito a costruirle.
    Non voglio dilungarmi oltre. Consentimi solo un piccolo passaggio in merito al concetto di “disciplina” cui accennavi Te al punto 3) della Tua articolata argomentazione. Anche qui sono d’accordo con Te. Bartoli è un indisciplinato. Anche io ho saputo che durante il Consiglio Comunale disturbava l’aula ridendo, parlando col vicino di seggio e lanciando cartacce contro il sindaco e contro gli altri consiglieri di maggioranza. Sono cose che non si fanno. Davvero. “Signora ,suo figlio è intelligente ma non si applica. O meglio. Per applicare, si applica, ma non nel modo che vorrebbe il partito”. Avanti così PD! Avanti così.

    • Caro Federico,
      cercherò di essere maggiormente conciso e preciso:

      1. se rileggi ciò che ho scritto con attenzione vedrai che ho sottolineato la necessità che siano presenti sostenitori di Bartoli nella lista, in modo che quella ricchezza di idee che sono emerse durante le primarie non vada perduta. Quindi ho difficoltà a seguirti nell’affermazione “non si fanno prigionieri”.

      2. per quanto riguarda l’esperienza ed i rapporti con il gruppo consiliare del PD dobbiamo chiarire un punto centrale: nessuno ha scritto che i consiglieri(Bartoli compreso) non possano trovarsi su posizioni difformi rispetto alla maggioranza del gruppo o della maggioranza. Se si hanno visioni diverse e costruttive si cerca di discuterne nel gruppo e di trovare una mediazione, questa è Politica, niente di più niente di meno. Andare in Consiglio e presentare provvedimenti non concordati e con linea politica tendenzialmente opposta non è un atteggiamento serio, da persona che riesce a stare in un gruppo, in un partito. Sono comportamenti che si addicono ad un solista, a cui piace differenziarsi per il piacere di essere sempre sulla scena. Discutere, confrontarsi ed infine votare per una posizione unitaria sono le tre necessarie fasi di un qualsiasi processo democratico, niente di cui stupirsi.

      A presto, R.

      • Caro Riccardo,
        permettimi di continuare a non essere d’accordo con Te. Anche Bertinelli (da capogruppo e non da semplice consigliere) a suo tempo votò contro un emendamento relativo al Regolamento Urbanistico (se non ricordo male l’oggetto). Voglio anche ricordare che un consigliere, come qualsiasi altro rappresentante democraticamente scelto, deve rendere conto alla propria libertà di coscienza ed ai propri elettori. Io, è così che mi voglio immaginare chi mi deve rappresentare. Non voglio marionette irregimentate tutte pronte a votare acriticamente qualsiasi cosa viene deciso dal partito. Così si uccide la democrazia. Guarda cosa è successo in 20 anni di berlusconismo: un parlamento totalmente prono alla volontà del capo senza teste libere in grado di pensieri indipendenti. Tu è così che Ti immagini o vuoi che sia il consiglio comunale? Qualche “bartoliano” senza Bartoli? E poi non hai risposto alla prima parte del mio ragionamento. E se avesse vinto Bartoli? Io sono tra quei 310 iscritti al PD (la maggioranza della base) che lo hanno scelto come candidato sindaco. Ed ora non posso nemmeno vederlo nelle liste per il Consiglio?

  • “…ma non quella diretta di Bartoli. La sua presenza in Consiglio Comunale servirebbe esclusivamente a fare da “contro canto” a quella della nuova giunta e del nuovo sindaco. Sinceramente non credo sia questo quello di cui necessita Pistoia, viste le questioni calzanti della Breda, della Questura, del mancato regolamento urbanistico, delle difficoltà nell’approvazione del bilancio etc etc…”
    Un processo alle intenzioni.

    “…Questi atteggiamenti dovrebbero essere accantonati e non tenuti in considerazione perché il soggetto in questione è arrivato secondo alle primarie? Credo sarebbe un grosso errore.”
    Epurazione.

    Se Bartoli avesse vinto le Primarie, la Maggioranza del PD pistoiese e tutti i pistoiesi avrebbero dovuto cambiare Comune di residenza per sicurezza.
    Per fortuna non è andata così: grazie a una campagna elettorale condotta dalle Segreterie del PD in pieno spirito democratico e a difesa del futuro della nostra Città, l’inaffidabile, irresponsabile Bartoli non ha vinto.
    E dal giorno dopo la Segreteria e la Maggioranza del PD pistoiese ha potuto cominciare a muoversi per espellere il marcio che l’ha contaminata per cinque lunghi anni.

    Una Storia a lieto fine.Ogni tanto ci vuole.

    Lisa Frasca

  • La più grande delusione del dopo-primarie è stata la seguente: vedere che i più giovani (come te e altri) scrivono e pensano cose più reazionarie e bulgare dei ‘vecchi’ – mentre io avevo sperato che proprio con un Trallori avremmo dovuto iniziare a stringere un patto solidale per il cambiamento. Comunque ciò ha un vantaggio: almeno tu ammetti a chiare lettere che le cose stanno come stanno, ovvero che la segreteria e la maggioranza emettono il loro «niet» per via pregiudiziale, prima di aver scritto un programma di mandato, prima di ogni altra procedura. Un «NoBartoli» preventivo. Credete che la città vi stia capendo? O per caso vi illudete, come i monarchi del ‘700, che la città «ha altro a cui pensare che al Bartoli e al Pd». Se è così, vi sbagliate.

    Baci&Abbracci

  • Riccardo Trallori ha ragione, altroché. La più grande delusione dopo le primarie è stata generata dal comportamento di Bartoli e, infine, dalla plateale violazione del patto fondativo delle primarie stesse da parte con la decisione di fare una lista civica contro il candidato che ha vinto. La segreteria del partito ha sempre affermato – fin dal primo momento successivo all’esito delle primarie – che in lista si sarebbe dovuto inserire anche i nomi di persone che abbiano sostenuto Bartoli e non ha mai dichiarato di volerli decidere unilateralmente. Ha piuttosto puntualizzato che ogni nome deve essere frutto di dialogo e di una valutazione puntuale, insomma di una decisione collegiale e non di una designazione in busta chiusa, come accade in ogni partito normale. Se poi si pensa che il partito non sia nient’altro che un marchio-ombrello sotto il quale si accampano tanti famelici partitini, con le loro rappresentanze, le loro assemblee, i loro interessi, be’, è una concezione lottizzatoria della forma partito (purtroppo molto praticata a tutti i livelli) e della democrazia che a parer mio sta uccidendo il Pd. Il partito non è un’azienda e le primarie servono per eleggere i candidati a sindaco, non per fare a fette la casa comune e spartirsela come una torta. E raccogliere i voti alle primarie non equivale ad acquistare quote di partecipazione azionaria in un ipotetico capitale sociale del partito. Ed invece Bartoli non si è mosso nemmeno come un capo corrente. Di più: anziché lavorare ad un rimescolamento delle carte all’insegna del rinnovamento, anziché sottolineare i punti di contatto e la comune visione per il futuro della città, anziché insomma accettare serenamente l’esito del voto, ha fondato la sua corrente, ha rivendicato posti in lista in misura proporzionale ai consensi ottenuti, peraltro in primarie di coalizione (un grossolano errore tecnico), ha preteso di indicare unilaterlamente i nomi in lista e soprattutto ha affermato di voler rappresentare un altro progetto rispetto a quello del candidato che ha vinto le elezioni e di voler andare in consiglio per esercitare funzioni di minoranza attiva – proponendosi come una specie di sindaco ombra – per il controllo dell’operato del sindaco e della giunta confondendo così i ruoli della maggioranza di centrosinistra con quelli delle minoranze di centrodestra (se vinceremo le elezioni): prova ne sia che sono pubblicamente in corso manovre di avvicinamento con Bartolomei (Forza Italia, poi Pdl, ora Fli) che ha da sempre un progetto culturalmente e programmaticamente alternativo a quello del centrosinistra. Dinanzi a tutto questo il Pd non poteva girare la testa. E non c’entra niente la soppressione del dissenso, c’entra una politica consapevole del fatto che non basta vincere le lezioni, ma si deve anche governare con efficacia e tempestività, a maggior ragione di fronte ai problemi enormi che dobbiamjo affrontare nella congiuntura terribile in cui siamo immersi.

    • Prima di tutto comprendere alcuni escludendone altri non ha niente di democratico e Roberto a priori e senza motivi tecnicamente e legittimemente supportati da documentazione incontrovertibile è stato escluso dalle liste ufficiosamente prima e ufficialmente dopo l’ultima Assemblea Comunale.
      In secondo luogo, la risposta di Bartoli o Roberto che dir si voglia, o meglio il cappello della sua risposta a Bartolomei è chiarificatore della volontà dello stesso di non voler aver niente a che fare con le allettanti(???) serenate di FLI. Quel cappello è scritto purtroppo in perfetta lingua italiana e questo mi rendo conto possa aver creato dei problemi di interpretazione.

      Lisa Frasca

    • Continuare con alchimie verbali per screditare Bartoli, lo trovo semplicemente risibile. Si rigiri come si vuole, ma qui ci sono 3.500 cittadini e 310 iscritti al PD che hanno scelto Bartoli come candidato sindaco ed ora, per melmose logiche di partito che nessuno comprende (forse nemmeno chi le ha architettate) non hanno la possibilità di vederlo nemmeno in consiglio comunale. Dovrete spiegarci il perché. Ma senza tirare fuori discorsi come: violazione del patto fondativo, patto solenne, inappropriato, inacettabile etc. etc. etc., perché i cittadini sono proprio quelle cose che non vogliono sentire. Queste logiche di partito sono proprio quelle che hanno fatto prendere 3.500 voti a Bartoli. Ma qualcuno di voi, che si riempie sempre la bocca di grandi intenti, ha mai pensato lontananente e seriamente di parlare di politica (quella vera, intendo) con Bartoli? Ha mai cercato di trovare un punto di incontro, una condivisione di idee. La risposta è: niet. E non tornate a dire che la colpa è di Bartoli. Spiace davvero continuare a leggere discorsi stantii fatti, purtroppo, da parte persone intelligenti. Segno che la logica di partito prevale sulla libertà di coscienza. Se è così che il PD interpreta il pluralismo ed il confronto democratico, se è questa la visione politica del centro-sinistra, beh, allora siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Il PD perde pezzi in tutta Italia e laddove ottiene risultati eccellenti, fa di tutto per perdere i pezzi migliori (leggi Bartoli). Inspiegabile davvero.

  • È impressionante l’armamentario retorico messo in piedi per screditare Roberto Bartoli. Magari un pò tardivo. Dico: ma perché non me l’avete detto prima che Roberto Bartoli disertava le riunioni di gruppo consiliare e che non è stato disciplinato? L’avessi saputo prima (io e altri 3500) dell’abbaglio che stavamo prendendo, non vi trovereste certo in questo affanno!

    L’affanno di riuscire a cacciare una figura scomoda di cui evidentemente avete paura e che, viene il sospetto, sia forse molto più forte di quei 3500 voti. Ma anche questo l’avete capito tardi. L’avete capito, per l’appunto, solo dopo questi 3500 voti che pensavate essere molti di meno, vero? Ora c’è da correre ai ripari. Costi quel che costi.

    Insomma una strada lastricata di successi e di scelte azzeccate.

    Sia chiaro comunque che a questo punto voi non state cacciando Roberto Bartoli. State cacciando 3500 persone che lo volevano candidato a sindaco e ora non lo vedono neanche candidato in consiglio comunale. È esattamente quello che state facendo. Siete sicuri di potervelo permettere di prendere in giro in modo così sfrontato tutte queste persone?

    Io mi sento cacciato. Mi spiegate perché non dovrei sentirmi cacciato?

    Io spero ancora in una soluzione.

  • Inizio questo mia riflessioni, precisando subito che non sono né un iscritto al PD né un elettore delle primarie, strumento in cui non credo minimamente perché i giochi sono sempre fatti prima dalle segreterie dei partiti sia che il candidato prescelto vinca (come nel caso di Pistoia) sia che un candidato perda. Non so nemmeno chi voterò alle prossime amministrative.
    Detto questo ho letto alcuni interventi nonché il post introduttivo, scritti in puro politichese (Trallori e Sarteschi) che poi ho scoperto essere dei giovani dirigenti del PD: e si ritorna alla mia introduzione. Forse i politici di oggi non hanno capito che la gente è stanca di lotte intestine delle quali non comprendono la ragione, sono stufi di decisioni già prese a monte dai dirigenti politici senza lasciare alcuna possibilità di scelta agli elettori. Ripeto: non so chi voterò a maggio, ma quella di Bartoli mi puzza tanto di provvedimento punitivo. Effettivamente non si capisce perché, al di là dei discorsoni che leggo qui e non solo (capocorrente, violazione di patti fondativi (?), lottizzatore…) e che non interessano a nessuno, perché Bartoli che è stato un candidato ufficiale del PD (quindi andava bene al partito se avesse vinto), ora al partito non va più bene neanche come semplice consigliere. Poi il discorso dei posti. Io voglio vedere quanti posti assegnerà (ed i rispettivi nominativi) il futuro sindaco (che forse sarà Bertinelli) a tutti quelli che lo hanno sostenuto: questo invece andrà sicuramente bene. Mah. Mi sembra tutta una buffonata.

Got anything to say? Go ahead and leave a comment!