Una riscossa che parte dall’Europa.

I quotidiani nazionali stamani parlano dell’incontro avvenuto a Parigi tra i leader dei partiti progressisti e democratici di Italia, Francia e Germania per una nuova idea di Europa, distante dalla visione che è stata proposta in questi anni dai governi conservatori, in particolar modo della cancelliera Merkel e del presidente Sarkozy.

Il nostro partito, con la determinazione del segretario Bersani, ha creduto in questo incontro per elevare i termini del dibattito politico ad un livello maggiore di quello che rappresentano le singole arene nazionali. Il livello europeo, di fronte allo stra-potere delle agenzie di rating e degli istituti economici e finanziari, può essere il punto di partenza per reimpostare una nuova politica, che abbia la volontà di far “camminare insieme” la crescita economica e l’equità sociale, in tutte le sue accezioni.

A metà anni novanta quasi la totalità dei governi che dei paesi membri dell’Unione Europea erano di centrosinistra. Essi tentarono di definire il cosiddetto modello sociale europeo, mettendo a disposizione le best practices delle politiche di welfare in modo che si potessero integrare i diversi sistemi sociali, cercando quindi di far crescere quei paesi che mostravano maggiori lacune. Essi quindi tentarono di dare competenze non esclusivamente di carattere economico e commerciale all’Unione Europea, interessandosi di aspetti come il lavoro, le pari opportunità, i diritti civili, il welfare. Questo processo non vide una piena convinzione dei governi nazionali e non portò eccellenti risultati. Noi oggi abbiamo la possibilità di invertire la rotta e di dare un respiro più europeo alle politiche nazionali, immaginando un’integrazione crescente che possa vedere il continente europeo come un vero attore protagonista nell’arena globale.

Solo con questo cammino la politica riuscirà ad assumere un ruolo di maggiore determinazione nelle scelte e negli indirizzi politici, che oggi spesso sembrano dettati più dagli istituti finanziari.

 

Concludo questo post soffermandomi sulla dimensione locale. La campagna elettorale è iniziata ma si attende ancora la fine del mese di marzo per la definizione delle liste dei partiti che si presenteranno. Nel PD su questo tema si è scatenata tutta una discussione che è andata sui giornali, che ha visto come protagonista attivo Bartoli ed i suoi sostenitori. Il mio pensiero a riguardo lo trovate nel comunicato stampa che la segreteria comunale del partito pistoiese ha inviato ai quotidiani. Cliccate qui per leggere. Roberto dal giorno dopo la fine delle primarie è venuto meno, con le sue dichiarazioni, al principio della leale collaborazione e per questo le perplessità della segreteria ad una sua eventuale ricandidatura in Consiglio sono state più che giustificate. Con la risposta che ha inviato anche al candidato del Terzo Polo Bartolomei credo abbia completato l’opera, continuando tra l’altro a mistificare la realtà con affermazioni false, non rendendosi conto che così “fa del male” al proprio partito e al centrosinistra in generale. Ma forse, a mio modesto avviso, non è il PD e il centrosinistra quello a cui lui tiene. Purtroppo.

 

Got anything to say? Go ahead and leave a comment!