Perché sostengo Brando Benifei.

Proprio oggi in tutti i circoli dei Giovani Democratici dello stivale dovrebbero avere inizio i congressi regionali e nazionali per la scelta dei nuovi dirigenti giovanili.

La vera partita è, ovviamente, quella che si gioca a livello nazionale tra il segretario uscente Fausto Raciti e un componente delle sua segreteria nazionale, tal Brando Benifei.

I congressi per antonomasia sono sempre un’ottima occasione di confronto, tra linee politiche differenti, affinché una delle due possa avere la meglio e guidare con saggezza la fase politica successiva del partito o del movimento.

La prima motivazione che mi ha spinto a compiere questa scelta è stata ovviamente di tipo politico, essendomi ritrovato maggiormente nelle tesi programmatiche di Benifei, le quali danno il segno di un movimento giovanile che intende affrontare nel merito i problemi, accettando di discutere in maniera “laica” su tutte le possibili soluzioni. Altro dato decisivo nella linea politica è il tratto di maggiore apertura dell’organizzazione alle tantissime realtà associative e non solo che sono sorte negli ultimi mesi, e che hanno catalizzato assieme molti giovani che prima non si erano interessati della res publica.

La seconda motivazione è frutto di un’attenta analisi sull’operato del segretario uscente Raciti. In questi quasi quattro anni l’organizzazione giovanile del Partito Democratico ha avuto possibilità di essere conosciuta se aveva una struttura territoriale o regionale particolarmente attiva e presente sul territorio, non perchè godeva del riflesso dell’ingente attività del movimento nazionale. Il caso toscano è emblematico a riguardo: a Pistoia abbiamo una federazione, come altre in Toscana, che è particolarmente dinamica, che organizza ogni anno feste estive e iniziative politiche. Il livello regionale prima con la guida di Patrizio Mecacci, oggi con quella di Andrea Giorgio, sta attraversando un periodo di elaborazione e di proposta politica molto importante e significativo. Il livello nazionale per questi quattro anni ha latitato pesantemente, nonostante in Italia fosse accaduto di tutto, dai movimenti studenteschi contro la riforma, alle manifestazioni del “se non ora quando?”, ai dibattiti su una generazione, quella appunto del movimento giovanile, che non riesce a vedere un futuro. Per questo credo convintamente che sia necessario un cambio di passo, che veda un’organizzazione giovanile più attenta alle problematiche del territorio e meno a quello che succede a Roma città, più presente sui tanti temi che oggi riguardano la vita delle nuove generazioni, che riesca insomma anche a discutere e definire una linea politica chiara, comunicato con campagna presenti in tutto lo stivale.

Credo di essere stato anche troppo prolisso nel motivare la mia scelta per questo Congresso nazionale dei Giovani Democratici, ma ho ritenuto opportuno farlo, considerando il mio attaccamento anche personale al movimento giovanile.

Per questo invito gli iscritti under 29 del PD e gli iscritti dei Giovani Democratici ad interessarsi nelle loro federazioni per i Congressi ed a sostenere convintamente Brando Benifei.

Leggi la tesi alternativa di Brando Benifei

 

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