Dic 30, 2011 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

La seconda Repubblica finirà?

Augurandovi un felice Anno nuovo vi invito a leggere l’ultimo articolo pubblicato nella rivista dell’Arci di Pistoia, Lo snodo. Riccardo

Con il governo di emergenza nazionale si può tiepidamente affermare che un’era storico-politica di almeno un ventennio, che alcuni studiosi e molti giornalisti hanno ribattezzato “seconda Repubblica”, sta volgendo finalmente a termine.

Tangentopoli fu l’evento ultimo che fece definitivamente sgretolare un sistema politico che aveva  dagli anni ’80 iniziato a degenerare vistosamente, con i primi avvisi di garanzia alle cariche istituzionali più rilevanti della politica italiana. Questo “tsunami giudiziario” fu accompagnato dai movimenti referendari di Mariotto Segni, sull’abolizione delle preferenze e sull’istituzione di un nuovo sistema elettorale, non più in senso proporzionale ma maggioritario. Entrambe le battaglie referendarie andarono in porto e portarono ad un’evoluzione pressoché totale del sistema politico italiano, con la scomparsa dei partiti “storici” come DC, PCI, PSDI, PSI e la nascita di nuovi come Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, PDS e ad altri ancora.

Dopo le vicissitudini che si sono alternate dal 1992 al 2011 notevoli sono stati i cambiamenti tra i due periodi, basti pensare alle evoluzioni politiche e istituzionali che sono state citate, ma non sufficienti per una vera “rivoluzione”.

L’opportunità che oggi si ha, a fronte di una crisi di sistema che obbligherà (e lo sta già facendo) l’intera società a cambiare i propri stili di vita e le proprie abitudini, sedimentate nel corso degli ultimi decenni, è quella di accelerare un percorso di rinnovamento nella Politica. Rinnovamento non semplicemente anagrafico ma inerente anche ai modi di “fare e di vivere l’esperienza politica”.

Il nostro Paese per risollevarsi ha certamente bisogno di ridurre il proprio debito pubblico e di crescere economicamente, ma ancora di più necessita della Politica, ovvero di persone che siano in grado di incarnare determinati principi e valori e che, sulla base delle loro capacità e della loro esperienza, riescano ad affrontare le tante problematiche esistenti, scevri da qualsiasi retaggio ideologico. L’ultima cosa di cui oggi non necessita la nostra povera Italia è l’ennesimo “salvatore della Patria”: ne ha visti fin troppi ed alcuni ancora oggi tentano di avere la propria fama soffiando sul fuoco dell’antipolitica.

Tutto questo, brutalmente, significa cercare di chiudere con i politici, o sedicenti tali, che alludono alla secessione, che fanno le corna nelle foto per rimanere simpatici e strappare due sorrisi, che fanno le pernacchie, che ricoprono cariche istituzionali e poi pubblicamente dicono che con la bandiera italiana ci si pulirebbero il sedere, che ultimamente offendono gravemente anche il Presidente della Repubblica.

Questi episodi non hanno fatto, e non fanno, bene al nostro Paese che ha vissuto un periodo di mancanza di credibilità internazionale, aggiungerei non casualmente. Tra i buoni propositi del 2012 non può che non esserci la speranza che una rinnovata stagione politica, nazionale e locale, che riesca a mettere al centro della discussione le singole questioni e non i soggetti che le pongono, eliminando per sempre una tendenza personalistica e carismatica della politica che ha portato a non discutere più dei problemi ma delle persone e delle loro caratteristiche.

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