Dic 9, 2011 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

Chi ha di più dia di più. Viva la giustizia sociale.

Dopo aver scoperto cosa stava dentro il decreto “salva Italia” del governo Monti, il PD si è mobilitato sia alla Camera che al Senato per modificare e rendere più equa la stessa manovra.

E’chiaro che la scelta che i democratici hanno compiuto 20 giorni fa circa, quando hanno votato la fiducia al governo di emergenza nazionale, è stata dettata da un serio atteggiamente di responsabilità, che altri hanno deciso di non prendere, iniziando ad attaccare il nuovo “governo delle banche e dei poteri forti”.

In termini prettamente elettoralistici sarebbe stato molto più comodo attaccare la manovra e dichiararla inaccettabile, cercando di mandare a casa il governo “dei professori”, rischiando però di mandare a casa l’intero paese, consacrandolo al fallimento.

Personalmente non credo che la politica sia stata esautorata del proprio ruolo dai cosiddetti tecnici, anzi credo che abbia ripreso vigore, dopo diverso tempo, lavorando all’unisono con il nuovo governo. Il PD, consapevole della gravità della situazione nazionale e della necessità di dure politiche di bilancio, sta operando nelle commissioni parlamentari affinché siano introdotti criteri più equi. Basti pensare alla discussione sulla de-indicizzazione delle pensioni, su cui la proposta dei sindacati è stata ripresa dai democratici, come si legge dall’intervista di Enrico Letta.

Pur consapevoli che tutti le fasce sociali dovranno compiere dei sacrifici è assolutamente necessario garantire che sia salvaguardata l’equità come principio basilare. Per questo è bene che si intervenga sulla riforma delle pensioni, modificando la parte sull’indicizzazione delle pensioni basse, sull’imposta sui capitali scudati, sulla tracciabilità dai 1000 euro in su, quindi su una vera lotta all’evasione fiscale. Un periodo come questo richiede ancor più di ieri una severa e rigorosa lotta ai “furbi”, che in questi anni hanno agito con troppo disinvoltura e spesso con il beneplacito di alcuni politici di spicco.

Vi invito anche a leggere questa intervista a Massimo D’Alema che La Stampa ha pubblicato oggi e che, a mio avviso, coglie perfettamente il punto della situazione.

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