Nov 27, 2011 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

Giovani e flexicurity

Il tema dei giovani e delle loro condizioni di lavoro è una questione assai ricorrente, che lo stesso neo-governatore della Banca d’Italia Visco ha posto come priorità in una recente intervista su L’Unità.

Lo stesso neo premier Mario Monti ha definito, nel suo discorso inaugurale, “donne e giovani” come risorse fondamentali per la nuova crescita del nostro paese.

Le giovani generazioni vivono, all’interno di questa crisi globale che sta colpendo tutte le classe sociali indiscriminatamente, una fase di estrema criticità. Da un lato crescono i cosiddetti “NEET”, i giovani che non studiano, non cercano lavoro e non seguono corsi di formazione; dall’altro i pochi giovani italiani laureati faticano a trovare un’occupazione che sia “decente”.

Paradossalmente oggi le imprese assumono ragazzi che hanno poche qualifiche e lasciano a casa coloro che sono specializzati. Questo atteggiamento “fa il paio” inevitabilmente con la poca innovazione che caratterizza il nostro settore industriale, che dal punto di vista degli investimenti in ricerca e capitale umano si trova nelle ultime posizioni.

Questa tendenza si lega fortemente con un welfare state improntato ad una soietà oramai estinta, quella caratterizzata dal lavoratore a tempo indeterminato, sul cui stipendio si reggeva tutta la famiglia, dalla donna che accudiva i figli e gli anziani e non era molto integrata nel mondo del lavoro e così via… Si percepisce quindi la necessità di dover ripensare le politiche nel settore sociale e previdenziale dalle radici, non pensando soltanto alla flessibilità dei contratti ma sviluppando anche un ragionamento su nuovi ammortizzatori sociali.

Sussidi di disoccupazione universali, politiche attive per il lavoro che si basino sul principio del lifelong learning, forte integrazione tra scuola-università-impresa, diverso costo del lavoro precario rispetto a quello a tempo indeterminato…queste sono le altre facce della medaglia della c.d. flexicurity, che in Italia si è declinata esclusivamente dal lato della flessibilità senza minimamente considerare la sicurezza.

Credo siano maturi i tempi per intervenire su tutto questo. Coraggio!

 

Got anything to say? Go ahead and leave a comment!