Ott 23, 2011 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

La fine del dittatore libico

Pochi giorni fa tutti i media televisivi ed i giornali ci hanno riproposto in tutti i modi gli ultimi minuti di vita del dittatore libico Gheddafi, catturato e poco dopo ucciso da un gruppo di rivoluzionari.

I giornali on line, in particolar modo Repubblica e il Corriere della Sera, hanno mostrato filmati o album fotografici dei tanti dittatori che hanno “dominato” nel ‘900. Tra questi Mussolini, Saddam Hussein, Ceausescu, Bin Laden (anche se non proprio come dittatore) ed altri ancora. Tutti accomunati da una fine legata ad una sostanziale “giustizia sommaria”, avuta con l’immediata esecuzione dopo la cattura.

Spesso di fronte a storie di regimi sanguinari e atroci è difficile non avere esiti del genere, soprattutto per l’esasperazione di popolazioni che, per periodi più o meno lunghi, hanno subito angherie e violenze inimmaginabili. Però rimango della convizione che anche con la fine di Gheddafi la giustizia internazionale abbia subito un duro colpo, abbia cioè dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza del suo compito.

Personalità come quella del dittatore libico, se catturate e sottoposte ad un regolare processo, avrebbero potuto raccontare vicende che rimarranno per sempre irrisolte e che hanno visto coinvolti molti dei leader europei che oggi governano (penso anche al nostro attuale premier).

La speranza sta nella “resurrezione” dello Stato libico, la quale avverrà solo attraverso processi democratici per la selezione e l’elezione della nuova classe dirigente. Non mi illudo che tutto questo possa avvenire nell’arco di qualche anno ma sono convinto che il “vento” di libertà che spira nei vicini paesi arabi possa consolidare il percorso di riscossa civica.

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