Ott 15, 2011 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

Quota 316

 Il premier ieri verso l’ora di pranzo ha tirato nell’ennesimo sospiro di sollievo per aver raggiunto la fiducia, quota 316.

Il rammarico forse più grosso è che quello stesso sollievo non lo hanno provato i cittadini italiani. Soprattutto dopo aver conosciuto, in maniera limpida, cosa è costata quella agognata fiducia: ben due vice ministri e due sottosegretari.

Di fronte ad un debito pubblico che ha raggiunto nuovamente il 120%, dinanzi ad un’occupazione che rimane stabile ed ad una disoccupazione giovanile che cresce vertiginosamente, l’esito del voto di ieri quale benefici ha portato ai cittadini italiani? Purtroppo ulteriori costi e oneri per le deboli casse dello Stato con l’annessione di altre 4 figure sotto ministeriali.

La settimana scorsa le Camere e le commissioni parlamentari sono state impegnate a discutere di processo lungo e legge sulle intercettazioni, a fronte di tutti i problemi economici e sociali del Paese e ieri, dopo la “fiducia ritrovata”, il premier ha esordito con una notizia Ansa dicendo: “la prossima settimana arriverà il decreto per la crescita e lo sviluppo”. Sarebbe interessante chiedere a lui ed alla sua “solida” maggioranza dove sia finita la rivoluzione liberale, la crescita dell’occupazione, la realizzazione delle costruzioni del Piano “Grandi opere”, l’abbassamento della pressione fiscale, ovvero tutti punti in cui si era pubblicamente impegnato con il famoso “Contratto con gli italiani”.

Tutti questi sogni che sono stati creati nel corso degli ultimi quindici anni dal centro destra hanno allontanato le persone dalle istituzioni democratiche, hanno fatto perdere loro la fiducia nei confronti della Politica, rafforzando quindi un senso di smarrimento e la crescita dei tanti pseudo partiti/movimenti populisti.

Compito delle forze di opposizione e di tutti i cittadini che intendono impegnarsi per questo stupendo Paese sta nel riaffermare con forza la centralità dei Valori alla base delle scelte politiche, cercando di allontanare per sempre la politica che ci ha contrassegnato in questo ultimo decennio, fatta esclusivamente di slogan e battute.

La partita non è per niente semplice ma assai avvincente.

 


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