Ago 7, 2011 - POLITICA LOCALE    No Comments

Questione AnsaldoBreda.

Che le condizioni dello stabilimento pistoiese AnsaldoBreda non fossero eccellenti era una questione che molti, dagli operai agli amministratori, avevano già iniziato a denunciare. L’intervista di Orsi, AD di Finmeccanica, sul Sole 24 Ore del 29 luglio scorso ha aumentato ulteriormente le incertezze che investono il futuro di questa storica azienda.

Un anno fa la fabbrica e tutta la comunità pistoiese festeggiavano la vittoria della commessa sull’Alta velocità, che avrebbe visto nuovamente protagnista il nostro territorio. Oggi leggiamo che AnsaldoBreda deve essere venduto, perchè non è ritenuto strategico dal governo nazionale, nonchè suo proprietario.

La cosa che personalmente mi sconvolge ancor più della vendita ai privati di tale azienda è l’aver dichiarato “non strategico” un settore come quello ferrotranviario, che vede margine di sviluppo in tutti i mercati del mondo, soprattutto(e questo è il tratto più interessante) nei paesi in via di sviluppo, Cina ed India in testa.

Il presidio che le istituzioni locali, i partiti di maggioranza e opposizione e gli operai hanno fatto ieri mattina ha posto un quesito chiaro: cosa intende fare il Governo a questo punto? Condivide le riflessioni di Orsi?

Il nostro paese, come ormai dicono anche le agenzie di rating, non può limitarsi al rigore dei conti, deve puntare decisamente sulla crescita e lo sviluppo. Forse per tutto questo sarebbe servito un piano strategico industriale, cosa che non c’è mai stata dal 2008 ad oggi e che vede addirittura l’abbandono da parte del pubblico di uno dei pochi settori che nei prossimi decenni avrà un futuro florido!

Non spaventa l’idea che un domani l’azienda di AnsaldoBreda possa essere nelle mani di aziende private, basti pensare cosa è accaduto alla Pignone dopo che è stata rilevata dalla General Eletric: oggi è un’azienda leader che svolge sia progettazione che costruzione di macchinari, oltre ad essere un fulcro di ricerca e formazione. Chiaramente coloro che vorranno farsi avanti nell’acquisto dello stabilimento dovranno prima predisporre un piano industriale che veda nuovamente Pistoia come centro di creazione e ideazione nel settore ferrotranviario, non dovranno assolutamente pensare di ridurre l’azienda ad un mero luogo di assemblaggio pezzi.

In attesa dell’incontro tra il presidente Rossi e il ministro del Tesoro è bene aver dato un segnale a chi in maniera subdola e poco chiara sta lentamente disgregando lo storico stabilimento pistoiese.

 

 

Ps: nei prossimi giorni caricherò anche le foto del giro tra Valencia, Costa Bianca e Barcellona! Buona domenica!

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