Lug 24, 2011 - NOTIZIE DAL MONDO    No Comments

Utoya

Utoya, località per molti di noi sconosciuta, è diventata da ieri l’altro sera l’isola “del terrore”..e così verrà ricordata credo per lungo tempo in Norvegia.
Un folle trentaduenne, travestito da agente della polizia, è sbarcato sull’isola mentre si stava tenendo il camp estivo dei giovani laburisti ed ha compiuto un massacro. Ha freddato a colpi di fucile e mitraglietta ben 86 ragazzi e ragazze.

Il ragazzo, che dal profilo facebook si è scoperto essere un neo nazista fondamentalista cattolico, nelle prime dichiarazioni ha detto che le sue azioni “sono state dure ma necessarie”. Non ha dato alcun segno di disagio o di squilibrio interiore, ha mostrato una certa determinazione anche dopo che è stato arrestato.

Questo terribile atto se lo associamo all’ascesa dei partiti norvegesi di estrema destra ed ai forti sentimenti xenofobi presenti nella società diventa assai più complesso. Esso ci indica l’entrata in crisi di una delle società più aperte e solidali d’Europa, che negli ultimi decenni ha visto una propria evoluzione in senso multietnico e culturale.

Il giovane folle si è visto legittimato a compiere la strage poichè i militanti e gli attivisti del partito laburista propongono la massima apertura della società a tutti gli individui, di tutte le razze e di tutte le religioni. A maggior ragione dopo tutto questo è bene che i partiti progressisti europei facciano quadrato attorno ad una seria proposta di integrazione sociale, che riesca a governare il fenomeno dei flussi migratori, ponendo al centro sia i diritti sia i doveri di coloro che chiedono la cittadinanza.

Il tema dell’integrazione sociale diverrà sempre più all’ordine del giorno e non è pensabile risolverlo con una chiusura delle “città”. Chiarire le regole a cui tutti devono attenersi e definire il quadro di diritti potrà indicare la soluzione ad un fenomeno che oggi viene cosiderato come un problema, acuito anche dagli effetti della crisi.

Per concludere il mio pensiero non può che andare ai tanti ragazzi e ragazze che due giorni fa hanno perso la vita, soltanto perchè si trovavano a condividere insieme idee ed esperienze non soltanto politiche.

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