Lug 21, 2011 - POLITICA NAZIONALE    No Comments

Dai costi di Montecitorio a Fantozzi

Il Partito Democratico,dopo gli avvenimenti di questa settimana, dovrebbe cercare di affondare il proprio avversario con poche mosse, muovendo pochissime pedine ma quelle giuste.

Innanzi tutto esprimere con chiarezza una posizione sui “costi della politica”. Perchè è vero che questo è un tema che solitamente viente brandito dai paladini dell’antipolitica, ma nella condizione economica e sociale in cui oggi ci troviamo è necessario un passaggio verso la riduzione dei costi.

La proposta che il PD ha fatto in questi giorni sulla riduzione dei parlamentari, adeguamento delle indennità agli standard europei, riduzione dell’utilizzo delle auto blu e la semplicazione del quadro istituzionale sui territori credo vada in questo senso.

E’ bene ricordare che in molte realtà in cui siamo al governo da diversi anni è iniziato un percorso di ridimensionamento della macchina amministrativa, che giustamente è stato compiuto in maniera discreta, senza annunci e quant’altro. La sobrietà che oggi viene richiesta alla politica si ritrova anche in questo tipo di atteggiamenti.

Quindi in primo luogo proporre da subito una riforma organica a livello istituzionale che riesca a ridimensionare i costi, puntando soprattutto sulla modifica dei regolamenti parlamentari.

In secondo luogo credo si debba sempre stare attenti a non fomentare l’antipolitica, come spesso fanno molti leader, o presunti tali, di destra e sinistra. L’uscita del sindaco di Firenze alcuni giorni fa sui dipendenti comunali ha rimesso in circolo lo slogan con cui il ministro Brunetta, circa due anni fa, ha lanciato la sua campagna di riforma delle PA. Siccome, come dice proprio Renzi oggi su L’Unità, “il passaggio dalla demagogia alla dignità delle istituzioni è molto labile” dovremmo stare attenti a compiere sparate disumane con interviste pubbliche, perchè si rischia di fare di tutta un’erba un fascio, penalizzando e svalorizzando il lavoro di tanti dipendenti pubblici seri e onesti. La soluzione non credo risieda nè nel negare la presenza del problema nè nel compiere annunci assai superficiali. Una via d’uscita credo la si possa individuare nell’applicare le norme vigenti dal ’97(Riforma Bassanini) per la valutazione dei dirigenti e del personale, compiendo un’operazione seria e concreta di analisi con l’intento di premiare o redarguire coloro che se lo meritano. Il problema che il sindaco evidenzia è rilevante ma deve essere trattato con serietà e non con slogan ad effetto.

Oggi è assolutamente necessario riacquistare un atteggiamento di sobrietà, sia nei termini e nelle espressioni che nel funzionamento delle istituzioni. Di fronte alla crisi, che sta imperversando il nostro paese da alcuni anni, la “politica” ha il dovere di mostrare il cambio di passo necessario.

 

 

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