Giu 14, 2017 - POLITICA LOCALE    1 Comment

Prime riflessioni post voto.

La tornata amministrativa di domenica scorsa ha presentato alcuni problemi, inutile negarlo. A Marliana non si è riusciti a conquistare il Comune, nonostante da un lato lo sforzo della candidata Piera Gonfiantini, che in questi anni di opposizione si è fatta promotrice delle istanze di varie frazioni, e della sua squadra e dall’altro la divisione nello schieramento di centrodestra. Nel nuovo Comune di Abetone Cutigliano vi erano state difficoltà nella fase che aveva riguardato il processo di fusione, che in alcune zone non era stata sostenuto ed accettata, e questo ha influito sulla scelta del candidato non tenendo conto dei benefici e dei risultati ottenuti in questi anni, in particolare per il “sistema neve” con la Regione ed il Governa nazionale. Nell’altro nuovo Comune della montagna, San Marcello Piteglio, invece si è ottenuto un eccellente risultato, con un candidato come Luca Marmo, sindaco del comune più piccolo, che prima si è affermato alle primarie di coalizione e successivamente ha saputo presentare una proposta di governo ed una squadra convincente.

A Quarrata il PD assieme a Marco Mazzanti è riuscito a strappare la vittoria al primo turno, in un contesto acceso e non scontato, in cui vi era una competizione molto accesa tra una lista civica trasversale, il centrodestra a trazione Lega e il Movimento 5 Stelle. Mazzanti è stato premiato per i risultati ottenuti e la capacità di ascolto che ha mostrato sul campo, con un PD oltre il 40%.

Nel Comune di Serravalle Pistoiese il sindaco uscente Mungai si è confrontato con una candidatura, quella di Lunardi, che metteva insieme il tutto ed il contrario di tutto, attingendo per lo più dai partiti del centrodestra locale e dei comitati. Si è perso per cinque voti con un’affluenza molto bassa ed un numero elevato in proporzione di schede nulle, oltre 230. Credo che sia opportuno svolgere tutte le verifiche necessarie sulle schede e per tali ragioni il partito locale si sta confrontando con i legali. Non dobbiamo chiaramente sottovalutare e non tenere di conto il dato sull’affluenza che indica a noi in particolare modo un campanello di allarme che dovrà interrogare i dirigenti locali ad un confronto maggiore con la popolazione ed il nostro elettorato, che in buona parte è rimasto a casa.

Ma il dato, chiaramente, che desta maggior risalto è quello di Pistoia, in cui il centrosinistra si ferma al 37,5%, seguito dalla destra di Tomasi al 26%. Sapevamo che le possibilità di ballottaggio erano molto elevate vista l’eccessiva frammentazione soprattutto a sinistra, con ben quattro candidati (Barontini, Bartoli, Bertinelli e Lombardi), ma credo si debba cogliere il segnale che le urne ci hanno indicato con grande umiltà, mostrando la nostra capacità di ascolto e dialogo, affinché si possano individuare soluzioni comuni per il bene di Pistoia. Sono convinto che l’intero Partito Democratico con il centrosinistra saprà svolgere questa grande mobilitazione assieme a Bertinelli, mettendo in campo la nostra forza, che viene dai risultati di governo importanti ottenuti in questi anni, e la voglia di comprendere i disagi che sono emersi da settori o frazioni della nostra società pistoiese, affinché la guida della città non finisca in mano alla destra.

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  • Le difficoltà emerse dal primo turno delle amministrative 2017 scontano le divisioni interne al Pd sulla coalizione di centro-sinistra e le divergenze su progetto di rilancio della nuova sinistra che hanno impedito lo svolgersi delle primarie di coalizione per stabilire le priorità programmatiche per le città.

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