Lettera all’ANPI di Pistoia.

Care Compagne, Cari Compagni,

oggi l’Europa, ma in generale l’Occidente, sta vivendo una fase di forte crisi. Una crisi non solo economica e sociale, ma anche culturale e istituzionale.

Di fronte ad un Europa che rischia di apparire con sempre maggiore intensità agli occhi del cittadino come un coacervo di burocrati distanti dai problemi reali, assistiamo spesso inermi all’avanzare dei neo nazionalismi, delle pulsioni più estreme della società, che – come trait d’union – hanno in comune il rifiuto nei confronti delle attuali istituzioni democratiche. Spesso, si tratta di un rifiuto sommario e privo di alternative concrete, senza basi culturali o politiche come quelle su cui si fondano i nostri Stati. Basi solide e forti come quelle su cui è fondata la nostra Repubblica.

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Nel corso di questi decenni l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) non si è limitata a tenere vivo il ricordo e il monito degli eventi che hanno segnato la Seconda Guerra Mondiale e la valorosa lotta di Resistenza popolare alla dittatura nazi-fascista, ma è divenuta la casa comune di coloro che credono nei valori dell’antifascismo, della democrazia, della libertà e della Costituzione. I valori, i nostri valori, che ci spingono ogni giorno a impegnarci per la collettività e che restano fermi, intoccabili, nella prima parte della nostra Costituzione.

Noi crediamo fortemente che quei valori di cui l’associazione è una custode preziosa e la cui densità ha preso forma con gli eventi di settant’anni fa, siano ancor più validi e necessari nell’approcciarsi ai fatti di oggi che sono contrassegnati, in Europa come negli Stati Uniti d’America, dal razzismo, se non da nuove forme di antisemitismo.

Crediamo, altresì, che la risposta migliore al dilagare di questi spettri del passato sia tenere assieme due principi essenziali: democrazia e decisione. Se la Democrazia non decide, se le Istituzioni non sono in grado di dare risposte ai cittadini e se la Politica non è capace di riformarsi e riformare, allora l’avanzata dei populismi, dei massimalismi, dei nazionalismi di ogni risma sarà pressoché scontata. Con essi, anche il venir meno delle nostre radici.

Per tali ragioni sosteniamo fermamente, da dirigenti di un Partito Democratico che ha tra i propri militanti molti iscritti Anpi tra cui il segretario provinciale, la riforma costituzionale approvata in ultima lettura non molte settimane fa dalla Camera dei Deputati. Come ha ricordato a più riprese l’emerito Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le riforme sono utili – ed aggiungiamo vitali – all’Italia e quindi all’Europa.

Non è sulla nostra posizione che vorremmo soffermarci: la spiegheremo nelle prossime settimane, con l’obiettivo unico di stare al merito di una Riforma che riteniamo giusta e necessaria per il paese. Lo faremo a contatto con le persone, con i cittadini.

Dato l’invito ricevuto a partecipare a una vostra iniziativa in favore del voto negativo al Referendum di ottobre, abbiamo invece voluto scrivere con grande chiarezza che per noi la scelta dell’ANPI di schierarsi nel confronto referendario è stata – è – un errore e una scelta ingiusta. Lo vogliamo scrivere con chiarezza proprio per quanto teniamo alla nostra profonda aderenza ai principi di questa associazione, e non certo il contrario, e per il grande rispetto che per essa nutriamo.

Il motivo di questo pensiero sta nelle premesse della nostra lettera: pensiamo che questa grande e importante Associazione sia innanzitutto una grande casa di chi ha a cuore alcuni valori. Una casa comune, appunto, dentro cui, politicamente, vige il confronto sulle singole questioni ma non vengono mai meno le radici, che anzi sono costantemente innalzate.

Avremmo trovato naturale un ruolo diverso per la vostra Associazione, che è anche di molti di noi: un grande spazio di confronto, di discussione nel merito tra persone di esperienza, età, cultura, provenienza, sensibilità diversa ma tutte accomunate dai valori che né questa Riforma, né nessuna altra riforma di questo Governo, che si condividano o meno, intacca. Se ci si permette, dall’Anpi ci si sarebbe aspettato forse quel grande sforzo, altrove così snobbato, di ricordare che la democrazia è stata conquistata con fatica e sangue e dunque va onorata con l’informazione, con il farsi una propria opinione, con il confronto, con la successiva decisione.

Dentro a questa grande casa comune, moltissimi, qui e altrove, sono gli iscritti PD che voteranno per il Sì alla Riforma Costituzionale.
Pensiamo che nessuno di questi abbia motivo di sentirsi meno affine ai valori che l’Associazione custodisce, sostiene, rilancia. Pensiamo sia naturale che non si sentano meno iscritti Anpi nonostante, questo sì, molti di loro si sentano legittimamente spaesati dalla scelta politica fatta.

L’Anpi nacque dall’esperienza intensa e forte della Resistenza italiana, portata avanti da cittadini di ogni estrazione politica e culturale. Questa è stata ed è – a nostro avviso ancora oggi e dovrà esserlo in futuro – la straordinaria forza dell’associazione.

Noi continueremo a dare forza e gambe a quei valori che oggi sono un patrimonio della nostra Patria e che si trovano scolpiti nella prima parte della nostra Carta Costituzionale.

Proseguiremo a dar vita a quei valori da dentro il Partito Democratico così come da dentro l’ANPI, con i tanti iscritti che vi aderiscono e dei quali sarà comunque la casa.

Tanto tenevamo a condividere con ognuno di voi, perché tanto teniamo al legame che ci tiene uniti e continuerà a tenerci uniti.

Pistoia, 1 giugno 2016.

Riccardo Trallori

Segretario Provinciale PD Pistoia

Paolo Bruni

Presidente Assemblea Provinciale PD Pistoia

5 Comments

  • Per approvare la riforma Fornero c’è voluto solo 19 giorni.
    Quella delle “decisioni da poter prendere velocemente” è una bugia grossa come il onte sullo stretto.
    Non vi accorgete di essere dei buffoni?
    La democrazia non deve dare un “vincitore”, non esiste! In democrazia si discute. Dov’è scritto che dal voto deve uscire un vincitore? Trovate un testo di Montesquié che lo dice. La democrazia deve rappresentare, anche la complessità dello spezzettamento del Paese se questa è la realtà.
    Voi volete il “Paese semplice”, semplificandolo. Avrete la lotta di classe.

    • Primo: le sarei grato se non offendesse perché “buffoni” per quanto mi riguarda lo può dire a qualcun’altro. E visto che utilizza questi toni abbia almeno il coraggio di firmarsi con nome e cognome, invece che con “nomignoli”.

      Secondo: non so di che fretta parli. Non so se è informato ma la legge di revisione costituzionale è passata al vaglio di 6 votazioni tra Senato e Camera ed il percorso è durato (tra Commissioni e Aula parlamentare) quasi due anni. Quindi sinceramente non capisco di cosa si parli.

      Terzo: la democrazia per essere tale deve rappresentare ma allo stesso tempo deve saper prendere delle decisioni. Una democrazia che non decide non può che estinguersi. Non credo che la governabilità sia il male di questo Paese, credo invece che ve ne sia stata troppa poca e gli esiti di tante “non scelte” del passato le paghiamo ancora oggi.

      Quarto: faccia riposare in pace Montesquieu, lo faccia per lui.

      • 19 giorni per la riforma Fornero: su questo cosa ha da dire?
        Mi risparmi il resto della predica. Siete così scorretti da dire robe come “questa Costituzione aspetta da 70 anni di essere cambiata”, quando a) non ha ancora 70 anni!, e b) sarebbe parecchio strano che attendesse cambiamenti fin dall’inizio! Stareste dicendo quindi che è stata scritta male fin da principio?
        Ven via.
        Le riforme le deve fare il parlamento, così come le leggi. Non il governo.

  • Vedi,Riccardo,il tuo ragionamento pur condivisibile,non tiene conto delle iniquità perpetrate dal duo renzi-boschi e se (essendo per noi una speranza di equità)da componenti PD , è molto probabile che questa proposta di riforma,abbia bisogno di ulteriori approfondimenti,cosa non possibile con i voti di fiducia,di conseguenza,ANPI o non ANPI i cittadini democratici,devono decidere ,possibilmente,con la propria cognizione,un cordiale saluto Moreno

    • Caro Moreno, come tutte le riforme avrà bisogno del tempo necessario per il c.d. assestamento, come lo è stato per la riforma del Titolo V del 2001. Ma vedi credo che non si possa non cogliere il fatto che tale riforma cerca di portare a termine volontà che furono inserite all’interno del primo programma dell’Ulivo del ’96, quando a guidare i principali partiti non c’erano ne Renzi ne Boschi, ma D’Alema, Prodi etc. La riforma non credo sia stato votata con fretta visto che ci sono state 6 votazioni tra Camera e Senato e tutte senza porre la fiducia, ma trovando la maggioranza necessaria all’interno delle aule parlamentari (come fu del resto nel 2001).
      Rispetto all’Anpi: ovviamente non discuto la legittimità della loro scelta, non mi permetterei. Credo che una grande e bella associazione, patrimonio di tutti coloro si ritrovano nei valori della Resistenza, come l’Anpi non dovesse schierarsi, dicendo di fatto uno pseudo “comitato elettorale per il NO”. Mi è sembrato giusto dirlo nella chiarezza e nel rispetto di tutti, rappresentando però il sentimento di tanti iscritti PD che hanno anche la tessera dell’Anpi in tasca e che andranno a votare convintamente SI.
      Un abbraccio, Riccardo

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